Lavandare di Pascoli: testo, parafrasi e analisi

Lavandare di Giovanni Pascoli (Myricae): testo integrale, parafrasi, metro, l’aratro dimenticato e il canto delle lavandaie. Analisi e critica.

Antonio Garofano Antonio Garofano 6 min di lettura


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Indice della pagina

Che cosa trovi in ogni sezione

  1. 1. Scheda dell’opera
  2. 2. Contenuto
  3. 3. Temi
  4. 4. Stile e lingua
  5. 5. Contesto
  6. 6. Poetica e pensiero
  7. 7. Analisi stilistica
  8. 8. Critica letteraria
  9. 9. Domande frequenti


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Testo e parafrasi dei passi chiave

In breve: da ricordare

  • Poesia di Myricae, nella sezione L’ultima passeggiata.
  • Un campo d’autunno con un aratro abbandonato e, da lontano, il canto delle lavandaie.
  • Il ritornello della donna lasciata sola si specchia nell’aratro dimenticato.

Testo e parafrasi

Nel campo mezzo grigio e mezzo nero
resta un aratro senza buoi, che pare
dimenticato, tra il vapor leggero.
E cadenzato dalla gora viene
lo sciabordare delle lavandare
con tonfi spessi e lunghe cantilene:
Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese!
quando partisti, come son rimasta!
come l’aratro in mezzo alla maggese.

Lavandare, testo integrale

Parafrasi

Prima terzina. Nel campo, in parte arato e in parte no, è rimasto un aratro senza buoi, che sembra dimenticato in mezzo alla nebbiolina.

Seconda terzina. Dal canale arriva, con un ritmo regolare, lo sciacquio dei panni battuti dalle lavandaie, con colpi fitti e lunghe cantilene.

Quartina. Il vento soffia e le foglie cadono come neve, e tu non torni ancora al tuo paese! Da quando sei partito, sono rimasta sola come l’aratro in mezzo al campo lasciato a riposo.

Lavandare è una delle poesie più brevi e più note di Myricae. In dieci versi Pascoli accosta un paesaggio di campagna e il canto di una donna abbandonata, e lascia che le due immagini si spieghino a vicenda.

Per l’autore vedi Giovanni Pascoli: biografia e opere.

Scheda dell’opera

Autore Giovanni Pascoli (San Mauro 1855-Bologna 1912)
Raccolta Myricae, sezione L’ultima passeggiata, IV
Metro Dieci endecasillabi: due terzine e una quartina
Testo Pubblico dominio, su Wikisource

Contenuto

La prima terzina mostra un campo in parte arato e in parte no, con un aratro rimasto lì senza buoi, nella nebbia leggera. La seconda porta un suono: dal canale arrivano i colpi dei panni battuti e le cantilene delle lavandaie. La quartina riporta le parole del loro canto: una donna dice all’uomo partito che il vento soffia, le foglie cadono, e lui non è ancora tornato; lei è rimasta come l’aratro in mezzo alla maggese.

Temi

I temi sono l’abbandono, l’attesa, l’autunno come stagione della solitudine.

Stile e lingua

Endecasillabi con rime ABA CBC DEDE; il canto finale riprende il registro dei canti popolari.

Contesto

La voce dell’Enciclopedia Treccani online ricorda che la prima edizione di Myricae, del 1891, contava ventidue brevi componimenti e che l’edizione definitiva, la sesta, è del 1903: è il libro più tormentato di Pascoli. Le poesie nacquero negli anni della famiglia ricomposta, anni di tenerezza e di malinconica rassegnazione.

Poetica e pensiero

Il paesaggio non è uno sfondo: l’aratro abbandonato è già l’immagine della donna sola, ma il lettore lo capisce solo all’ultimo verso, quando la similitudine viene detta. È un esempio della poesia delle cose che la Treccani riconosce a Myricae: la natura e gli oggetti umili ritrovati come se fossero appena scoperti.

Analisi stilistica

Il verso 5 è costruito sui suoni: «lo sciabordare delle lavandare» ripete le stesse sillabe e imita il rumore dell’acqua. Il primo verso divide il campo con una coppia di colori, «mezzo grigio e mezzo nero». L’ultimo verso chiude il cerchio riprendendo la parola «aratro» del secondo.

Critica letteraria

La voce Treccani online osserva che con Myricae la poesia italiana sembra scrollarsi di dosso le incrostazioni della tradizione per far riemergere le cose; metrica e musicalità del verso diventano più libere, piene di echi e di rinvii. Lavandare mostra questo procedimento in forma ridotta all’essenziale.

Domande frequenti

In quale raccolta si trova?

In Myricae, nella sezione L’ultima passeggiata.

Che metro usa?

Dieci endecasillabi, divisi in due terzine e una quartina.

Che cosa rappresenta l’aratro?

La donna rimasta sola dopo la partenza dell’uomo che ama.

Vedi anche: Myricae · Giovanni Pascoli: biografia e opere · tutte le opere italiane



Fonti e approfondimenti

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L'autore

Antonio Garofano

Insegno letteratura italiana e latina e ho creato Aula di Letteratura per dare una mano agli studenti che preparano un'interrogazione o la maturità: spiegazioni chiare, parafrasi, analisi e riassunti dei testi che si studiano davvero a scuola, da Francesco d'Assisi a Montale. Mi appassiona l'intelligenza artificiale e da tempo provo a capire come usarla bene nello studio dei classici: come un supporto per orientarsi, ripassare e farsi domande, mai come scorciatoia al posto della lettura. I testi vanno letti, con calma, magari ad alta voce. Il resto viene dopo, e qui cerco di renderlo un po' più semplice.

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