Temporale di Pascoli: testo, parafrasi e parole difficili

Antonio Garofano Antonio Garofano 5 min di lettura

Sette versi brevi e un solo verbo, «rosseggia». Temporale, nella sezione In campagna di Myricae, non racconta niente: mette in fila quello che si sente e si vede mentre un temporale si avvicina. Si comincia da un rumore lontano; il resto è colore. I versi sono settenari e seguono lo schema di una ballata piccola: il primo sta da solo e rima con l’ultimo (lontano, gabbiano), gli altri sei rimano BCBCCA.

Il testo di Temporale

Un bubbolìo lontano…

Rosseggia l’orizzonte,
come affocato, a mare:
nero di pece, a monte,
stracci di nubi chiare: 5
tra il nero un casolare:
un’ala di gabbiano.

Testo: Wikisource, Giovanni Pascoli, Myricae, R. Giusti, Livorno 1905, licenza CC BY-SA 4.0.

Parafrasi di Temporale

Due sequenze soltanto: il primo verso, che è un suono, e gli altri sei, che sono immagini. I numeri tra parentesi nella parafrasi indicano il verso.

Versi 1: il rumore

Si sente un brontolio lontano, di tuono (1)…

Parole e passaggi difficili. «Bubbolìo» è la parola più rara della poesia. Capelli (1916) la spiega «tuono, come bubbolare, tonare lontano»; Passerini (1915) scrive che è il «rumoreggiare remoto de’ tuoni o il brontolio lontano della marina» e avverte che non era ancora registrata nei vocabolari. Oggi il Vocabolario Treccani la porta, citando proprio questo verso. I due dizionari d’epoca, quindi, non coincidono del tutto: per Capelli è il tuono, per Passerini può essere anche il mare. Il titolo fa propendere per il tuono. I puntini di sospensione lasciano il suono a metà, come se continuasse mentre leggiamo.

Versi 2-7: il cielo e la campagna

Dalla parte del mare l’orizzonte diventa rosso, come se fosse in fiamme (2-3); dalla parte dei monti è nero come la pece (4); in alto, brandelli di nuvole chiare (5); in mezzo al nero si vede una casa isolata di campagna (6) e l’ala di un gabbiano (7).

Parole e passaggi difficili. «Rosseggia» = si fa rosso, tende al rosso. È l’unico verbo: tutto il resto sono immagini accostate, separate dai due punti, come pennellate. «Affocato» = infocato, arrossato come dal fuoco (Treccani, alla voce affocare). «A mare… a monte» = verso il mare, verso i monti: il cielo è diviso in due colori opposti. «Pece» = la sostanza nera e appiccicosa che si ricava dal catrame (Treccani); «nero di pece» è il nero più cupo che si possa dire. «Stracci di nubi» = nuvole sfilacciate, a brandelli: è una metafora. «Casolare» = piccola casa di campagna, di solito isolata (Treccani). Negli ultimi due versi spiccano due cose piccole dentro il buio, una casa e un’ala; il colore non è detto, ma accanto al nero le immaginiamo chiare.

Da ricordare

  • Temporale sta nella sezione In campagna di Myricae: sette settenari con lo schema di una ballata piccola (A BCBCCA).
  • Il primo verso è un suono, il «bubbolìo»; gli altri sono immagini e colori.
  • C’è un solo verbo, «rosseggia». Le immagini sono accostate con i due punti, senza collegamenti: per questo la poesia sembra un quadro fatto a macchie.
  • «Bubbolìo» era una parola nuova per i vocabolari del tempo: Passerini, nel 1915, non la trovava registrata.
  • Il cielo è diviso: rosso verso il mare, nero verso i monti. In mezzo al nero restano un casolare e un’ala di gabbiano.
  • Si legge bene insieme a Il lampo e Il tuono, nella sezione Tristezze.

Collegamenti utili

Fonti e approfondimenti

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L'autore

Antonio Garofano

Insegno letteratura italiana e latina e ho creato Aula di Letteratura per dare una mano agli studenti che preparano un'interrogazione o la maturità: spiegazioni chiare, parafrasi, analisi e riassunti dei testi che si studiano davvero a scuola, da Francesco d'Assisi a Montale. Mi appassiona l'intelligenza artificiale e da tempo provo a capire come usarla bene nello studio dei classici: come un supporto per orientarsi, ripassare e farsi domande, mai come scorciatoia al posto della lettura. I testi vanno letti, con calma, magari ad alta voce. Il resto viene dopo, e qui cerco di renderlo un po' più semplice.

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