Sette versi brevi e un solo verbo, «rosseggia». Temporale, nella sezione In campagna di Myricae, non racconta niente: mette in fila quello che si sente e si vede mentre un temporale si avvicina. Si comincia da un rumore lontano; il resto è colore. I versi sono settenari e seguono lo schema di una ballata piccola: il primo sta da solo e rima con l’ultimo (lontano, gabbiano), gli altri sei rimano BCBCCA.
Il testo di Temporale
Un bubbolìo lontano…
Rosseggia l’orizzonte,
come affocato, a mare:
nero di pece, a monte,
stracci di nubi chiare: 5
tra il nero un casolare:
un’ala di gabbiano.
Testo: Wikisource, Giovanni Pascoli, Myricae, R. Giusti, Livorno 1905, licenza CC BY-SA 4.0.
Parafrasi di Temporale
Due sequenze soltanto: il primo verso, che è un suono, e gli altri sei, che sono immagini. I numeri tra parentesi nella parafrasi indicano il verso.
Versi 1: il rumore
Si sente un brontolio lontano, di tuono (1)…
Parole e passaggi difficili. «Bubbolìo» è la parola più rara della poesia. Capelli (1916) la spiega «tuono, come bubbolare, tonare lontano»; Passerini (1915) scrive che è il «rumoreggiare remoto de’ tuoni o il brontolio lontano della marina» e avverte che non era ancora registrata nei vocabolari. Oggi il Vocabolario Treccani la porta, citando proprio questo verso. I due dizionari d’epoca, quindi, non coincidono del tutto: per Capelli è il tuono, per Passerini può essere anche il mare. Il titolo fa propendere per il tuono. I puntini di sospensione lasciano il suono a metà, come se continuasse mentre leggiamo.
Versi 2-7: il cielo e la campagna
Dalla parte del mare l’orizzonte diventa rosso, come se fosse in fiamme (2-3); dalla parte dei monti è nero come la pece (4); in alto, brandelli di nuvole chiare (5); in mezzo al nero si vede una casa isolata di campagna (6) e l’ala di un gabbiano (7).
Parole e passaggi difficili. «Rosseggia» = si fa rosso, tende al rosso. È l’unico verbo: tutto il resto sono immagini accostate, separate dai due punti, come pennellate. «Affocato» = infocato, arrossato come dal fuoco (Treccani, alla voce affocare). «A mare… a monte» = verso il mare, verso i monti: il cielo è diviso in due colori opposti. «Pece» = la sostanza nera e appiccicosa che si ricava dal catrame (Treccani); «nero di pece» è il nero più cupo che si possa dire. «Stracci di nubi» = nuvole sfilacciate, a brandelli: è una metafora. «Casolare» = piccola casa di campagna, di solito isolata (Treccani). Negli ultimi due versi spiccano due cose piccole dentro il buio, una casa e un’ala; il colore non è detto, ma accanto al nero le immaginiamo chiare.
Da ricordare
- Temporale sta nella sezione In campagna di Myricae: sette settenari con lo schema di una ballata piccola (A BCBCCA).
- Il primo verso è un suono, il «bubbolìo»; gli altri sono immagini e colori.
- C’è un solo verbo, «rosseggia». Le immagini sono accostate con i due punti, senza collegamenti: per questo la poesia sembra un quadro fatto a macchie.
- «Bubbolìo» era una parola nuova per i vocabolari del tempo: Passerini, nel 1915, non la trovava registrata.
- Il cielo è diviso: rosso verso il mare, nero verso i monti. In mezzo al nero restano un casolare e un’ala di gabbiano.
- Si legge bene insieme a Il lampo e Il tuono, nella sezione Tristezze.
Collegamenti utili
- Myricae, In campagna: il testo integrale della sezione
- Il lampo di Pascoli: testo e parafrasi
- Il tuono di Pascoli: testo e parafrasi
- Myricae di Giovanni Pascoli: la raccolta spiegata
- L’assiuolo di Pascoli: parafrasi e fonosimbolismo
- Arano di Pascoli: testo e parafrasi
- Giovanni Pascoli: biografia e opere principali
Fonti e approfondimenti
- Giovanni Pascoli, Temporale, in Myricae, R. Giusti, Livorno 1905 (Wikisource).
- Luigi Mario Capelli, Dizionarietto pascoliano, R. Giusti, Livorno 1916: copia digitale su Internet Archive.
- Giuseppe Lando Passerini, Il vocabolario pascoliano, G. C. Sansoni, Firenze 1915: copia digitale su Internet Archive.
- Vocabolario Treccani, voci citate nelle note.
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