Un lampo dura un attimo, e Pascoli prova a fermarlo in sette endecasillabi. La poesia è nella sezione Tristezze di Myricae, subito prima di Il tuono. Le due liriche hanno lo stesso schema, quello di una ballata piccola (A BCBCCA), e cominciano tutte e due con «E», come se riprendessero un discorso già avviato. Nella luce improvvisa compare per un istante una casa bianca; poi torna il buio.
Il testo di Il lampo
E cielo e terra si mostrò qual era:
la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d’un tratto; 5
come un occhio, che, largo, esterrefatto,
s’aprì si chiuse, nella notte nera.
Testo: Wikisource, Giovanni Pascoli, Myricae, R. Giusti, Livorno 1905, licenza CC BY-SA 4.0.
Parafrasi di Il lampo
Il primo verso annuncia la visione, i due punti la aprono e i sei versi successivi la descrivono. Tra parentesi trovi il numero dei versi.
Versi 1: cielo e terra
E il cielo e la terra si mostrarono per quello che erano davvero (1):
Parole e passaggi difficili. «Qual era» = com’era, nel suo vero aspetto. Il verbo è al singolare anche se i soggetti sono due, cielo e terra: è come se apparissero insieme, in una sola visione. I due punti alla fine del verso aprono la descrizione.
Versi 2-7: la casa nella luce
la terra sembrava affannata, di un colore smorto, scossa da sussulti (2); il cielo era pieno di nuvole, cupo, sconvolto (3); in quello sconvolgimento senza rumore una casa bianchissima apparve e sparì all’improvviso (4-5), come un occhio spalancato e atterrito che si aprì e si richiuse nella notte nera (6-7).
Parole e passaggi difficili. «Ansante» = che respira con fatica, ansimante (Treccani): la terra è vista come un corpo vivo, che trema. «Livida» = di un colore smorto, tra il plumbeo e il verdastro (Treccani). «Ingombro» = pieno, carico: Treccani porta proprio l’esempio «il cielo era ingombro di nuvole». «Disfatto» = rovinato, quasi a pezzi (Treccani). Su «tragico» c’è un giudizio curioso: Giovanni Cena, nel 1912, apprezzava tutta la poesia «toltone quel tragico letterario, tecnico e non pascoliano» (lo riporta Capelli). «Bianca bianca» = bianchissima. «Tacito tumulto»: «tacito» vuol dire silenzioso, «tumulto» un grande rumore confuso (Treccani). Le due parole si contraddicono, è un ossimoro: la natura è sconvolta, ma il tuono ancora non si sente. «Apparì sparì», senza congiunzione, è rapido come il lampo. «Largo» = spalancato. «Esterrefatto» = atterrito, spaventato (Treccani). Il paragone con l’occhio funziona in due modi: la casa si accende e si spegne come un occhio che si apre e si chiude, e quell’occhio è pieno di paura.
Da ricordare
- Il lampo è nella sezione Tristezze di Myricae, subito prima di Il tuono: sette endecasillabi, schema A BCBCCA.
- Tutta la poesia è una sola visione, che dura quanto il lampo. Il primo verso la annuncia, gli altri la descrivono.
- Terra e cielo sono descritti con aggettivi accumulati (ansante, livida; ingombro, tragico, disfatto), come se fossero esseri vivi e sofferenti.
- Al centro c’è la casa, «bianca bianca», che appare e sparisce; il paragone finale la trasforma in un occhio spaventato.
- Due critici del primo Novecento, riportati da Capelli, la leggono in modo diverso. Per Rabizzani (1911) è una rappresentazione così semplice ed evidente che «si potrebbe dire obbiettiva»: il mondo interiore del poeta coincide con il mondo di fuori. Cena (1912) insiste invece sulla violenza del chiaroscuro, che a suo parere non era propria del temperamento di Pascoli e che proprio la brevità rende così intensa.
Collegamenti utili
- Myricae, Tristezze: il testo integrale della sezione
- Il tuono di Pascoli: testo e parafrasi
- Temporale di Pascoli: testo e parafrasi
- Myricae di Giovanni Pascoli: la raccolta spiegata
- X Agosto di Pascoli: testo, parafrasi e analisi
- Giovanni Pascoli: biografia e opere principali
- Quiz su Pascoli
Fonti e approfondimenti
- Giovanni Pascoli, Il lampo, in Myricae, R. Giusti, Livorno 1905 (Wikisource).
- Luigi Mario Capelli, Dizionarietto pascoliano, R. Giusti, Livorno 1916: copia digitale su Internet Archive.
- Vocabolario Treccani, voci citate nelle note.
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