Appalesare · Pronuncia: /appaleˈzaːre/ · Sillabazione: ap-pa-le-sà-re
Che cosa vuol dire
Appalesare significa rendere palese, cioè mostrare apertamente qualcosa che prima era nascosto o solo intuito: un sentimento, un’intenzione, un difetto.
Si usa molto anche la forma riflessiva, appalesarsi: «col tempo si appalesò la verità», cioè venne a galla.
Da dove viene
È costruito su palese, che a sua volta risale al latino palam, «apertamente, in pubblico».
Quando usarlo
È una parola letteraria, un po’ antiquata. In un tema può dare eleganza, ma usatela con misura: nella lingua di tutti i giorni diciamo manifestare, rivelare, mostrare. Il contrario è celare o nascondere.
Un verbo per raccontare le rivelazioni
Appalesare funziona molto bene nei racconti, proprio perché descrive un momento preciso: quello in cui ciò che era nascosto viene alla luce. Pensate ai romanzi in cui la vera identità di un personaggio si scopre solo alla fine, o ai drammi in cui un segreto custodito per anni si appalesa all’improvviso. Il verbo porta con sé un senso di scoperta, a volte di sorpresa.
Notate anche la sfumatura rispetto a rivelare. Chi rivela fa un’azione consapevole: racconta, confessa. L’appalesarsi, specie nella forma riflessiva, è spesso involontario: la verità si appalesa da sola, una debolezza si appalesa nonostante gli sforzi per nasconderla. In un’analisi del testo questa distinzione vi permette di essere più precisi. Per altre parole di questo tipo potete sfogliare la rubrica Parola del giorno.
Una piccola avvertenza sulla pronuncia e sulla grafia: si scrive con una sola l e una sola s, ap-pa-le-sà-re, anche se la s si pronuncia sonora in molte parti d’Italia. Il raddoppiamento riguarda solo la p, per effetto del prefisso a-, come in appoggiare o apparire. Per il contrario, oltre a celare, potete usare occultare o dissimulare, che aggiunge l’idea di una finzione.
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