Le Fabulae di Fedro sono la prima raccolta di favole in versi della letteratura latina. Scritte nella prima metà del I secolo d.C. da un liberto di Augusto, riprendono il modello greco di Esopo e raccontano storie di animali che parlano per mostrare i vizi e le ingiustizie degli uomini: il lupo e l’agnello, la volpe e l’uva, la rana e il bue. Divise in cinque libri, sono da sempre tra i primi testi latini che si traducono a scuola, grazie alla lingua semplice e alle morali chiare. Qui trovi il contenuto dei libri, le favole più famose, il significato sociale dell’opera e i collegamenti alle versioni svolte.
Dati essenziali
- Autore: Fedro, liberto di Augusto, nato probabilmente in Tracia o in Macedonia (circa 15 a.C. - 50 d.C.; date approssimative).
- Genere: favola in versi.
- Metro: senario giambico, il verso del dialogo nella commedia latina.
- Libri: cinque, con circa novanta favole; altre trenta circa sono conservate nella cosiddetta Appendix Perottina, scoperta nel Rinascimento.
- Modello: Esopo, il favolista greco del VI secolo a.C.
Il programma poetico
Nel prologo del primo libro Fedro dichiara di aver rifinito in senari la materia trovata da Esopo. Il suo libretto ha una doppia dote: fa ridere e insegna a vivere con saggezza. Aggiunge che nessuno deve lamentarsi se a parlare sono gli alberi e gli animali: si tratta di finzioni scherzose. In altri prologhi rivendica la propria originalità rispetto a Esopo e risponde ai critici.
Le favole più famose
- Il lupo e l’agnello (I 1): il lupo cerca pretesti per sbranare l’agnello; la morale colpisce chi opprime gli innocenti con false accuse.
- Le rane chiedono un re (I 2): le rane chiedono a Giove un sovrano, ricevono un pezzo di legno e poi un serpente che le divora; Esopo la racconta agli Ateniesi sotto il tiranno Pisistrato.
- Il cane e la sua immagine (I 4): chi desidera ciò che non è suo perde anche ciò che ha.
- La spartizione del leone (I 5): il più forte si prende tutto, e da qui nasce l’espressione “la parte del leone”.
- La volpe e il corvo (I 13): il corvo, lusingato, apre il becco e perde il formaggio.
- La rana e il bue (I 24): la rana si gonfia per eguagliare il bue e scoppia.
- La volpe e la cicogna (I 26): lo scherzo reso con lo scherzo.
- La volpe e l’uva (IV 3): chi non ottiene una cosa finge di disprezzarla.
- Il lupo e il cane (III 7): il lupo preferisce la fame e la libertà alla catena del cane ben nutrito.
Personaggi
Gli animali hanno caratteri fissi: il lupo è prepotente, la volpe astuta, il leone potente e arrogante, l’agnello e la pecora deboli e innocenti, il corvo vanitoso. Accanto agli animali compaiono uomini (Esopo stesso, Socrate, Simonide, perfino l’imperatore Tiberio in una favola del libro II) e divinità.
Temi
- La legge del più forte: spesso i potenti vincono, e la favola non promette giustizia.
- La prudenza: il debole si salva con l’astuzia e la diffidenza.
- La critica sociale: nel prologo del III libro Fedro spiega che la favola nacque perché gli schiavi, non potendo dire apertamente ciò che pensavano, trasferivano i loro sentimenti in racconti.
- I vizi umani: vanità, avidità, adulazione, invidia.
Fedro e il potere
Fedro racconta che alcune sue favole gli procurarono guai con Seiano, il potente prefetto del pretorio di Tiberio, che lo avrebbe perseguitato. Non sappiamo con precisione quali testi lo offesero. Questa notizia, insieme alla prospettiva spesso amara delle favole, fa di Fedro una voce degli umili in un’epoca di potere assoluto.
Stile
La lingua è semplice, chiara, concisa; la brevitas è per Fedro una scelta consapevole. La morale, detta promitio se sta all’inizio ed epimitio se sta alla fine, è espressa in una frase breve e memorabile. Questa essenzialità spiega il successo scolastico delle Fabulae.
Tradurre Fedro
Sul sito trovi una serie completa di versioni dal libro I: Il lupo e l’agnello, Le rane chiedono un re, Il cane e la sua immagine, La spartizione del leone, La volpe e il corvo, Il cervo alla fonte, La rana e il bue, La volpe e la cicogna, La maschera tragica, La pecora prudente e Il cane fedele. Per il modello greco, confronta le versioni di Esopo: La volpe e l’uva e Il leone e il topo.
La fortuna
Le favole di Fedro circolarono nel Medioevo in rielaborazioni in prosa e ispirarono La Fontaine, che nel Seicento ne riprese molte nelle sue Fables. In Italia la tradizione della favola in versi arriva fino a Trilussa.
Come studiare una favola
Per ogni favola individua tre elementi: i personaggi e il loro carattere, la situazione che mette alla prova il più debole, la morale. Chiediti poi se la morale premia la giustizia o constata soltanto come va il mondo: in Fedro accade spesso la seconda cosa, ed è questo il tratto che lo distingue da una semplice lezione di buone maniere.
Domande frequenti
Chi era Fedro?
Un liberto di Augusto, di origine greca, vissuto nella prima metà del I secolo d.C.
Qual è lo scopo delle favole di Fedro?
Divertire e insieme insegnare a vivere con prudenza, come dichiara nel prologo del primo libro.
In che metro scrive Fedro?
In senari giambici.
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