Diario del ’71 e del ’72 di Eugenio Montale

Guida al Diario del ’71 e del ’72 di Eugenio Montale: struttura frammentaria, temi principali, lingua e suggerimenti per lo studio per studenti e docenti.

Antonio Garofano Antonio Garofano 5 min di lettura

Diario del ’71 e del ’72 esce nel 1973 e prosegue la strada di Satura. Sono annotazioni in versi, quasi pagine di un diario: riflessioni sul tempo, sulla poesia, sulla società, su Dio, con un’ironia sempre più tagliente. Il libro si chiude con Per finire, un falso testamento che chiede di bruciare tutto.

Collegamenti utili: biografia di Montale, le raccolte di Montale, Satura.

Scheda dell’opera

AutoreEugenio Montale
Composizione1971 e 1972
Prima edizioneMilano, Mondadori, 1973; un’anticipazione fuori commercio era uscita nel 1971
GenereRaccolta di poesie
MetroVersi liberi, tono colloquiale ed epigrammatico
StrutturaDue parti, Diario del ’71 e Diario del ’72
Dove leggerlaMondadori (diritti dell’editore); in biblioteca tramite il catalogo SBN

Riassunto di Diario del ’71 e del ’72 di Eugenio Montale per tappe

Il Diario non ha una trama. Si legge come una serie di pagine scritte in due anni, con alcuni temi che ritornano. Ecco come è organizzato.

Diario del ’71

La prima parte. Il poeta riflette sulla propria età, sulla poesia, sugli amici. In Lettera a Bobi scrive all’amico Bazlen, morto da anni, e gli dice addio. Alcuni testi prendono in giro il linguaggio degli intellettuali e della politica.

Diario del ’72

La seconda parte continua sullo stesso tono. Ci sono poesie sul cavallo di Troia, immagine del poeta rimasto dentro quando gli altri sono usciti a combattere, poesie su Dio e sul tempo. Il libro si chiude con Per finire, falso testamento in cui Montale chiede di dimenticarlo.

I temi che tornano

La vecchiaia vissuta con ironia; la diffidenza verso la fama; la critica della società di massa; il dialogo con un Dio assente; il ricordo degli amici morti.

Contenuto

Il titolo dice tutto: è un diario di due anni, diviso in due parti. Le poesie sono brevi, spesso nate da un’occasione minima, una lettera, una notizia, un incontro. Montale ha più di settantacinque anni e guarda il mondo con distacco.

Accanto alle riflessioni personali ci sono poesie su amici scomparsi, come Lettera a Bobi, dedicata a Roberto Bazlen, l’intellettuale triestino che gli aveva fatto conoscere Svevo. Ci sono testi sul mestiere del poeta, sul successo e sulla fama, sul linguaggio della politica e dei giornali. E ci sono poesie quasi filosofiche, sul tempo e su un Dio lontano.

Temi

  • La vecchiaia. Il poeta si guarda vivere con ironia, come un sopravvissuto.
  • Il rifiuto della fama. Montale è ormai un classico, ma diffida della propria immagine pubblica. Per finire chiede ai posteri di dimenticarlo.
  • Gli amici scomparsi. Le poesie per Bazlen e per altri compagni di strada sono piccoli ritratti.
  • La società di massa. Giornali, televisione, slogan: Montale li guarda con sarcasmo.
  • Dio e il senso. Il poeta si interroga su un Dio che forse non c’è o non si fa vedere, e lo fa con un tono tra il serio e lo scherzoso.

Stile e lingua

Lo stile è quello inaugurato con Satura, ma ancora più libero. Il verso è vicino alla prosa, il tono è quello della conversazione o dell’appunto. Molte poesie sono epigrammi, cioè testi brevi con una chiusa ironica.

La lingua è mescolata: parole quotidiane, termini colti, espressioni straniere. Montale gioca con i luoghi comuni, come quando chiude Per finire con il proverbio «piove sul bagnato». La musica dei versi è più nascosta, ma c’è.

Contesto

Nei primi anni Settanta Montale vive a Milano, è senatore a vita e collabora al Corriere della Sera. Dopo il successo di Satura scrive con grande regolarità. Il libro esce da Mondadori nel 1973. Due anni dopo, nel 1975, riceve il premio Nobel per la letteratura. Seguiranno Quaderno di quattro anni (1977) e Altri versi (1980). Montale muore a Milano nel settembre 1981.

Perché leggerla

Perché mostra un grande poeta che non si prende sul serio. Il Diario è pieno di battute, di frecciate, di dubbi. Agli studenti piace scoprire che anche un premio Nobel può ridere di sé, e i testi brevi si prestano a un’analisi veloce in classe.

Domande frequenti

Che tipo di libro è il Diario?

Una raccolta di poesie brevi scritte nel 1971 e 1972, come annotazioni di un diario.

Chi è Bobi?

Roberto Bazlen, intellettuale triestino, amico di Montale e consulente editoriale, morto nel 1965.

Di che cosa parla Per finire?

È la poesia finale: Montale chiede ai posteri, con ironia, di fare un falò di tutto ciò che lo riguarda.

In che anno Montale pubblica il Diario del ’71 e del ’72?

Nel 1973, da Mondadori.

Vedi anche: Satura · La bufera e altro · Ossi di seppia · tutte le opere italiane

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