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Indice della pagina
Testo e parafrasi dei passi chiave
In breve: da ricordare
- Poesia di Myricae, nella sezione L’ultima passeggiata.
- Un campo d’autunno con un aratro abbandonato e, da lontano, il canto delle lavandaie.
- Il ritornello della donna lasciata sola si specchia nell’aratro dimenticato.
Testo e parafrasi
resta un aratro senza buoi, che pare
dimenticato, tra il vapor leggero.
E cadenzato dalla gora viene
lo sciabordare delle lavandare
con tonfi spessi e lunghe cantilene:
Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese!
quando partisti, come son rimasta!
come l’aratro in mezzo alla maggese.
Lavandare, testo integrale
Parafrasi
Prima terzina. Nel campo, in parte arato e in parte no, è rimasto un aratro senza buoi, che sembra dimenticato in mezzo alla nebbiolina.
Seconda terzina. Dal canale arriva, con un ritmo regolare, lo sciacquio dei panni battuti dalle lavandaie, con colpi fitti e lunghe cantilene.
Quartina. Il vento soffia e le foglie cadono come neve, e tu non torni ancora al tuo paese! Da quando sei partito, sono rimasta sola come l’aratro in mezzo al campo lasciato a riposo.
RIASSUNTO
La poesia in breve
Poesia di Myricae, nella sezione L’ultima passeggiata.
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TESTO INTEGRALE
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Il testo completo su Wikisource.
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Lavandare è una delle poesie più brevi e più note di Myricae. In dieci versi Pascoli accosta un paesaggio di campagna e il canto di una donna abbandonata, e lascia che le due immagini si spieghino a vicenda.
Per l’autore vedi Giovanni Pascoli: biografia e opere.
Scheda dell’opera
| Autore | Giovanni Pascoli (San Mauro 1855-Bologna 1912) |
|---|---|
| Raccolta | Myricae, sezione L’ultima passeggiata, IV |
| Metro | Dieci endecasillabi: due terzine e una quartina |
| Testo | Pubblico dominio, su Wikisource |
Contenuto
La prima terzina mostra un campo in parte arato e in parte no, con un aratro rimasto lì senza buoi, nella nebbia leggera. La seconda porta un suono: dal canale arrivano i colpi dei panni battuti e le cantilene delle lavandaie. La quartina riporta le parole del loro canto: una donna dice all’uomo partito che il vento soffia, le foglie cadono, e lui non è ancora tornato; lei è rimasta come l’aratro in mezzo alla maggese.
Temi
I temi sono l’abbandono, l’attesa, l’autunno come stagione della solitudine.
Stile e lingua
Endecasillabi con rime ABA CBC DEDE; il canto finale riprende il registro dei canti popolari.
Contesto
La voce dell’Enciclopedia Treccani online ricorda che la prima edizione di Myricae, del 1891, contava ventidue brevi componimenti e che l’edizione definitiva, la sesta, è del 1903: è il libro più tormentato di Pascoli. Le poesie nacquero negli anni della famiglia ricomposta, anni di tenerezza e di malinconica rassegnazione.
Poetica e pensiero
Il paesaggio non è uno sfondo: l’aratro abbandonato è già l’immagine della donna sola, ma il lettore lo capisce solo all’ultimo verso, quando la similitudine viene detta. È un esempio della poesia delle cose che la Treccani riconosce a Myricae: la natura e gli oggetti umili ritrovati come se fossero appena scoperti.
Analisi stilistica
Il verso 5 è costruito sui suoni: «lo sciabordare delle lavandare» ripete le stesse sillabe e imita il rumore dell’acqua. Il primo verso divide il campo con una coppia di colori, «mezzo grigio e mezzo nero». L’ultimo verso chiude il cerchio riprendendo la parola «aratro» del secondo.
Critica letteraria
La voce Treccani online osserva che con Myricae la poesia italiana sembra scrollarsi di dosso le incrostazioni della tradizione per far riemergere le cose; metrica e musicalità del verso diventano più libere, piene di echi e di rinvii. Lavandare mostra questo procedimento in forma ridotta all’essenziale.
Domande frequenti
In quale raccolta si trova?
In Myricae, nella sezione L’ultima passeggiata.
Che metro usa?
Dieci endecasillabi, divisi in due terzine e una quartina.
Che cosa rappresenta l’aratro?
La donna rimasta sola dopo la partenza dell’uomo che ama.
Vedi anche: Myricae · Giovanni Pascoli: biografia e opere · tutte le opere italiane
Fonti e approfondimenti
- Testo: Lavandare, su Wikisource (pubblico dominio; pagina con licenza CC BY-SA).
- «PASCOLI, Giovanni», in Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani.
- «Pascoli, Giovanni», voce dell’Enciclopedia Treccani online.
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