Saul di Vittorio Alfieri

Scheda di analisi di Saul: contesto, struttura, temi, stile e strumenti per lo studio.

Antonio Garofano Antonio Garofano 5 min di lettura

Profilo dell’opera e perché studiarla

Saul è una tragedia di Vittorio Alfieri, composta nel 1782 e ispirata alla storia del primo re d’Israele raccontata nella Bibbia, nei libri di Samuele. Ve ne propongo un’analisi in quattro tempi, trama, personaggi, temi e stile, da collegare alla biografia e alle opere di Vittorio Alfieri.

Usatela come una mappa, non come un sostituto della lettura: vi indica le scene su cui fermarsi. Una domanda da tenere a mente fin dall’inizio: perché la tragedia porta il nome di Saul, e non di David, che pure è il personaggio destinato a vincere?

Genesi, datazione e contesto storico-letterario

Siamo nel pieno Settecento, nel clima dell’Illuminismo, e Alfieri ha in mente un’idea precisa di tragedia: un teatro severo, che metta in scena lo scontro tra la libertà dell’individuo e il potere. Questo contesto non è uno sfondo da imparare a parte: lo ritrovate nelle scelte dei personaggi, nella costruzione delle scene, perfino nella durezza della lingua.

Nel percorso di Alfieri, però, Saul segna una svolta. Il tema del potere, che nelle tragedie precedenti oppone un tiranno a chi gli resiste, qui si sposta dentro un solo uomo: il re è insieme il tiranno e la vittima.

Trama di Saul atto per atto

La tragedia è in cinque atti, in endecasillabi sciolti, e si svolge nell’accampamento degli Israeliti sul monte Gelboè, alla vigilia della battaglia contro i Filistei, e rispetta le unità di tempo e di luogo.

  • Atto I: David, perseguitato dal re e costretto all’esilio, torna di nascosto nel campo. Ritrova Gionata, figlio di Saul e suo amico, e la moglie Micol, figlia del re: entrambi lo amano e cercano di riconciliarlo con il padre.
  • Atto II: entra in scena Saul, vecchio, stanco, tormentato da inquietudini che non sa spiegare. Il generale Abner alimenta i suoi sospetti verso David, che però si presenta al re e ne ottiene un momentaneo perdono.
  • Atto III: è l’atto del canto. David cerca di placare con la musica e con la poesia l’animo del re, che alterna slanci di affetto e improvvisi scatti di ira e di gelosia per la gloria del giovane.
  • Atto IV: il sacerdote Achimelech rimprovera a Saul di essersi allontanato da Dio; il re, sentendosi sfidato nella propria autorità, ne ordina la morte. David deve fuggire di nuovo.
  • Atto V: nella notte Saul è preda di visioni e di rimorsi. I Filistei attaccano di sorpresa, l’esercito è sconfitto e giunge la notizia della morte dei figli. Rimasto solo, il re si dà la morte con la propria spada, rifiutando di cadere vivo in mano ai nemici.

Notate l’effetto di questa concentrazione in una sola giornata e in un solo luogo: è come un assedio. Fuori incombe la battaglia, dentro il re combatte contro i suoi fantasmi.

I personaggi

Saul è il centro assoluto della tragedia: un re che è stato grande e che ora sente di aver perduto il favore di Dio. Tiranno e vittima insieme, rivolge la sua tirannide prima di tutto contro se stesso. David rappresenta la giovinezza, la fede e il futuro della dinastia; Gionata e Micol incarnano gli affetti familiari che Saul non riesce più a vivere serenamente; Abner è la voce del sospetto e della ragion di Stato; Achimelech la voce dell’autorità religiosa che il re non vuole riconoscere.

Temi e nodi interpretativi

Al centro c’è il conflitto tra la volontà di un uomo e un limite che la supera. Nelle tragedie di Alfieri il nemico è spesso un tiranno esterno, come nel trattato Della tirannide; in Saul il limite è interiore e insieme religioso: il re lotta contro Dio, contro la vecchiaia e contro le proprie passioni. Per questo la critica ha visto in lui un eroe già vicino alla sensibilità romantica, diviso e malinconico. E il suicidio finale? Leggetelo come un ultimo gesto di libertà: Saul muore da re, scegliendo la propria fine. Accanto a Mirra, la tragedia dell’amore colpevole e taciuto, Saul è considerata il vertice del teatro alfieriano.

Lingua e stile

Alfieri vuole uno stile tragico essenziale e aspro: pochi personaggi, nessun confidente, azione concentrata, dialoghi serrati. Leggete ad alta voce qualche battuta: il verso è spezzato da pause forti, inversioni, frasi brevi che trasmettono tensione; la lingua è volutamente lontana dalla musicalità del melodramma di Metastasio. In Saul, però, il canto di David nell’atto III introduce un registro lirico che crea un contrasto efficace con l’asprezza del re. Il rigore formale corrisponde all’ideale di volontà eroica che Alfieri racconta nella sua autobiografia, la Vita scritta da esso.

Ricordate anche la data: il 1782 è l’anno di maggiore fecondità creativa di Alfieri, che in pochi mesi stese diverse tragedie. E se leggete Saul dopo Della tirannide, vedrete con chiarezza come il tema politico si trasformi in dramma interiore.

Per il contesto settecentesco c’è la lezione Illuminismo italiano: Goldoni, Parini e Alfieri.

Per lo studio

  • Spiegate come il rispetto delle unità di tempo e di luogo rafforzi l’effetto di assedio, esterno e interiore.
  • Collegate il conflitto di Saul con Dio a un elemento formale concreto: il contrasto tra il canto di David e i versi spezzati del re.
  • Confrontate Saul con Mirra: due personaggi distrutti da qualcosa che non riescono a dominare.
  • Preparate una risposta argomentata: perché il suicidio di Saul può essere letto come un atto di libertà?
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