Aulularia di Plauto

Euclione trova una pentola d’oro e diventa prigioniero della paura di perderla. Intorno alla sua avarizia si muovono un matrimonio, un giovane innamorato e.

Antonio Garofano Antonio Garofano 5 min di lettura

L’Aulularia (La commedia della pentola) è la commedia di Plauto che ha per protagonista Euclione, un vecchio povero e avarissimo che trova in casa una pentola piena d’oro e da quel momento vive nel terrore che qualcuno gliela rubi. Intorno a lui si intrecciano la richiesta di matrimonio del ricco vicino Megadoro, l’amore segreto della figlia Fedria con il giovane Liconide e le astuzie di un servo che finisce davvero per rubare la pentola. Il finale è andato perduto, ma se ne conosce il senso. Dalla commedia deriva l’Avaro di Molière. Qui trovi la trama, i personaggi, i temi, lo stile e le scene più celebri.

Dati essenziali

  • Autore: Tito Maccio Plauto.
  • Genere: commedia palliata.
  • Titolo: da aulula, diminutivo di aula (olla), “pentola”.
  • Ambientazione: Atene, davanti alle case di Euclione e di Megadoro e al tempio della Buona Fede.
  • Modello: probabilmente una commedia greca della commedia nuova, forse di Menandro; l’ipotesi non è certa.
  • Testo: il finale è perduto; se ne conserva un riassunto negli argomenti antichi.

La trama

Il prologo del Lare

Il Lare, dio protettore della casa, racconta che il nonno di Euclione aveva nascosto sotto il focolare una pentola piena d’oro, senza rivelarlo al figlio. Il Lare l’ha fatta trovare a Euclione per amore della figlia di lui, Fedria, che lo onora ogni giorno, perché possa avere una dote e sposare Liconide, il giovane che l’ha violentata durante una festa notturna e da cui aspetta un bambino.

L’ossessione di Euclione

Euclione caccia di casa la vecchia serva Stafila temendo che spii il nascondiglio, controlla continuamente la pentola, sospetta di tutti. Continua a fingersi poverissimo, perché nessuno immagini la sua ricchezza.

La proposta di Megadoro

Il vicino Megadoro, ricco e scapolo, spinto dalla sorella Eunomia a sposarsi, chiede la mano di Fedria e si dice disposto a prenderla senza dote. Euclione, sospettoso, pensa che Megadoro sappia dell’oro, ma accetta. Megadoro pronuncia un celebre discorso contro le mogli ricche, che rovinano i mariti con le loro spese.

I cuochi e la pentola

Megadoro manda a casa di Euclione cuochi e provviste per le nozze. Euclione, trovando estranei in casa, li caccia a bastonate, convinto che vogliano rubargli l’oro. Decide di nascondere la pentola prima nel tempio della Buona Fede, poi in un bosco sacro. Ma lo spia Strobilo, servo di Liconide, che alla fine riesce a rubarla.

La disperazione e l’equivoco

Euclione scopre il furto e pronuncia un monologo disperato, rivolgendosi perfino al pubblico per chiedere chi sia il ladro. Arriva Liconide, che vuole confessare di aver sedotto Fedria e chiedere di sposarla. Nasce un equivoco comicissimo: Liconide parla della ragazza, Euclione crede che parli della pentola, e ogni frase ha un doppio senso.

Il finale

Il testo si interrompe mentre Liconide scopre che il suo servo ha rubato l’oro. Secondo gli argomenti antichi, Liconide restituisce la pentola, Euclione acconsente alle nozze e dona l’oro come dote agli sposi, liberandosi così dall’ansia che lo tormentava.

Personaggi

  • Euclione: il vecchio avaro, sospettoso, ridicolo e un po’ patetico.
  • Megadoro: il ricco generoso, portavoce di una morale moderata.
  • Liconide: il giovane innamorato, che si comporta infine con onestà.
  • Fedria: la figlia, che non compare quasi mai in scena.
  • Strobilo: il servo furbo che ruba la pentola.
  • Il Lare: il dio domestico che guida la vicenda.

Temi

  • L’avarizia: il denaro non rende felici, ma schiavi.
  • Ricchezza e matrimonio: la dote, le mogli ricche, le convenienze sociali.
  • Il sospetto: l’ossessione rende Euclione incapace di fidarsi di chiunque.
  • La pietà: la devozione di Fedria è premiata dal dio.

Stile

Plauto costruisce la comicità su ripetizioni, gag fisiche, equivoci verbali e monologhi. Il monologo di Euclione derubato, con le domande al pubblico, e il dialogo dell’equivoco con Liconide sono tra le scene più riuscite del teatro latino. La lingua è colorita, piena di battute e di giochi di parole.

La fortuna

Molière riprese l’Aulularia nell’Avaro (1668), trasformando Euclione in Arpagone. Il tipo dell’avaro è diventato un personaggio fisso della commedia europea, fino a Goldoni.

Come studiarla

Scegli le due scene chiave: il monologo del furto e l’equivoco con Liconide. Confronta Euclione con il misantropo Cnemone del Dyskolos di Menandro, altro vecchio chiuso in se stesso, e con i personaggi dell’Amphitruo.

Euclione: comico o tragico?

Euclione è un personaggio ridicolo, ma non soltanto. Plauto mostra un uomo che, dopo una vita di povertà, non riesce a gestire la ricchezza improvvisa: l’oro, invece di liberarlo, lo isola da tutti, anche dalla figlia, di cui non si accorge neppure che è incinta. Le sue paure sono esagerate, ma nascono da un mondo in cui la ricchezza attira davvero adulatori e ladri, come dimostra il furto di Strobilo. Megadoro, con il suo discorso contro il lusso, offre il contrappeso di una ricchezza vissuta con misura. Il pubblico ride di Euclione, ma nello stesso tempo riconosce in lui un vizio umano universale. Il probabile finale, con la rinuncia all’oro a favore della figlia, suggerisce che la commedia voglia anche correggere, secondo la funzione morale attribuita al teatro comico antico.

Domande frequenti

Che cosa significa Aulularia?

“La commedia della pentola”, dal diminutivo latino di aula, cioè pentola.

Chi ruba la pentola di Euclione?

Strobilo, il servo di Liconide.

Come finisce l’Aulularia?

Il finale è perduto; secondo gli argomenti antichi Euclione riavuto l’oro lo dà in dote alla figlia che sposa Liconide.

Per lo studio

Aggiornato il
Condividi:

Join the discussion

Ask questions, share your stack, or drop feedback for the next article.

0 comments