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Testo e parafrasi dei passi chiave
In breve: da ricordare
- Raccolta d’esordio di Gabriele d’Annunzio, stampata a Chieti nel dicembre 1879.
- D’Annunzio era allora studente al collegio Cicognini di Prato.
- È un libro che imita la metrica barbara di Carducci.
Testo e parafrasi
e a me questo splendor non dice nulla.
Primo vere, libro terzo, Vere novo, vv. 5-6
Parafrasi
Parafrasi. Ma tu sei lontana da me, ragazza mia, e tutta questa luce di primavera non mi dice niente.
RIASSUNTO
La raccolta in breve
Raccolta d’esordio di Gabriele d’Annunzio, stampata a Chieti nel dicembre 1879.
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TESTO INTEGRALE
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Primo vere, in latino al principio della primavera, è il primo libro di Gabriele d’Annunzio. Lo pubblicò a sedici anni, mentre studiava a Prato, e lo costruì sul modello delle Odi barbare di Carducci.
Per l’autore vedi Gabriele d’Annunzio: biografia e opere.
Scheda dell’opera
| Autore | Gabriele d’Annunzio (Pescara 1863-Gardone Riviera 1938) |
|---|---|
| Prima edizione | Chieti, dicembre 1879 |
| Seconda edizione | Fine del 1880 |
| Struttura | Preludio e quattro libri |
| Testo | Pubblico dominio, su Wikisource |
Contenuto
La raccolta si apre con un Preludio in versi barbari: un cammelliero attraversa il deserto d’Arabia fra i teschi degli schiavi, sogna la sua amata e finalmente vede un’oasi. Seguono quattro libri. Ci sono odi di tono classico (A la strofe alcaica, A Bacco, Sappho), quadretti di paesaggio (Sera d’estate, Vespro d’agosto, Nevicata), poesie d’amore e d’occasione, come la Letterina alla mamma, e la serie degli Idillii selvaggi. Il tono dominante è quello del giovane che celebra la natura, i sensi e la gloria, imitando con slancio i modelli.
Temi
I temi sono la natura sensuale, l’amore, il mito classico, la volontà di gloria.
Stile e lingua
Metri barbari carducciani (distici, strofe alcaiche e saffiche) accanto a forme più tradizionali.
Contesto
Il Dizionario Biografico degli Italiani racconta che Primo vere fu stampato a Chieti nel dicembre 1879, poco dopo una lettera a Carducci piena di lodi, ed è «un libro tutto carducciano». La voce Treccani online aggiunge che fu pubblicato a spese del padre mentre Gabriele era convittore al collegio Cicognini di Prato, e che ebbe una recensione favorevole.
Poetica e pensiero
Già nell’esordio, osserva il Dizionario Biografico, d’Annunzio capisce che la letteratura è anche merce e che la pubblicità è il suo propellente: alla vigilia della seconda edizione, alla fine del 1880, mise in scena la propria morte con necrologi a pagamento e poi la smentì annunciando il libro. L’operazione ebbe l’effetto voluto.
Analisi stilistica
I due versi chiudono la prima strofa con un distico a rima baciata: tutta la festa della natura descritta prima viene annullata dalla lontananza della ragazza. Il contrasto fra «splendor» e «nulla» è semplice, quasi scolastico, come in molte prove del libro.
Critica letteraria
Il Dizionario Biografico ricorda che già nel collegio d’Annunzio aveva rifiutato la rima e innovato «carduccianamente» il metro nell’Ode ad Umberto (1879), in strofe saffiche. Primo vere prosegue la stessa linea e fu il libro che lo fece conoscere.
Domande frequenti
Quando uscì?
A Chieti, nel dicembre 1879.
Che cosa significa il titolo?
È latino: al principio della primavera.
Quale modello segue?
Le Odi barbare di Carducci.
Vedi anche: Gabriele d’Annunzio: biografia e opere · Pascoli e d’Annunzio: due forme del Decadentismo · tutte le opere italiane
Fonti e approfondimenti
- Testo: Primo vere, su Wikisource (pubblico dominio; pagina con licenza CC BY-SA).
- «D’ANNUNZIO, Gabriele», in Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani.
- «D’Annunzio, Gabriele», voce dell’Enciclopedia Treccani online.
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