Solone: biografia e opere principali

Solone: legislatore, giurista e poeta ateniese. Tra riforme istituzionali e versi morali, la sua voce seppe stabilire norme e memoria collettiva.

Antonio Garofano Antonio Garofano 4 min di lettura

ORIENTAMENTO PER LO STUDIO

Profilo cronologico e opere nel catalogo

Nascitadato non documentatoMortedato non documentatoPeriodoGrecia arcaica, riforme politiche e poesia civica
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Vita in breve

Solone nasce ad Atene intorno al 640 a.C. da una famiglia nobile ma di condizione economica modesta; si dedica al commercio e viaggia molto. Diventa famoso con un’elegia che spinge gli ateniesi a riconquistare l’isola di Salamina. Nel 594/593 a.C. viene eletto arconte con poteri straordinari per risolvere la grave crisi sociale della città, in cui molti contadini erano caduti in schiavitù per debiti. Dopo le riforme lascia Atene per dieci anni di viaggi. Muore intorno al 560, poco dopo l’inizio della tirannide di Pisistrato. Gli antichi lo annoverano tra i Sette Sapienti.

Nel suo tempo

Solone (638 circa-558 circa a.C.) è un aristocratico ateniese che vive in un momento di grave crisi: i contadini poveri si indebitano e finiscono schiavi dei ricchi. Nel 594 a.C. viene nominato arconte con pieni poteri per riformare lo Stato. Dopo le riforme lascia Atene per dieci anni, viaggiando in Egitto e in Asia.

Opere principali

Il corpus soloniano è frammentario e giunge a noi per testimonianze e citazioni: è quindi più corretto parlare di nuclei testuali e di generi a lui riferiti che di opere complete. I testi conservati sono di vario tono e funzione, spesso legati all’esercizio della sua attività pubblica.

  • Elegie, tra cui l’Elegia alle Muse, il frammento più lungo, sulla ricchezza giusta e ingiusta e sulla giustizia divina, l’elegia sull’Eunomia (il buon governo) e quella su Salamina;
  • giambi e tetrametri, in cui difende le proprie riforme dalle critiche dei nobili e del popolo;
  • le leggi, incise su tavole di legno (axones) e note attraverso fonti più tarde.

Le nostre fonti principali sono la Costituzione degli Ateniesi attribuita ad Aristotele e la Vita di Solone di Plutarco, che citano molti versi del poeta.

Poetica e temi

Solone usa la poesia come strumento politico: in distici elegiaci e in giambi spiega e difende le sue scelte davanti ai cittadini. Il tema centrale è la eunomia, il buon ordine, contrapposto alla dysnomia che nasce dall’avidità dei potenti. Ha cancellato i debiti e liberato i contadini, ma ha rifiutato di diventare tiranno e di ridistribuire le terre: si paragona a uno scudo tra due fazioni.

Il pensiero morale

Nell’Elegia alle Muse Solone chiede ricchezza, ma solo se giusta: la ricchezza ottenuta con la violenza porta con sé la rovina, perché la giustizia di Zeus colpisce prima o poi il colpevole o i suoi discendenti. Nell’Eunomia la responsabilità dei mali della città non viene attribuita agli dèi, ma all’avidità dei cittadini stessi. È un pensiero che lega etica individuale e destino collettivo e anticipa temi della tragedia ateniese.

Perché è importante

Solone è insieme legislatore e poeta, ed è considerato uno dei fondatori della democrazia ateniese. La sua poesia è un documento unico della crisi sociale dell’Atene arcaica. Gli antichi lo contavano tra i Sette Sapienti, e il racconto del suo incontro con Creso in Erodoto è uno dei più famosi della storiografia greca.

Le riforme

La misura più celebre è la seisàchtheia, lo «scuotimento dei pesi»: la cancellazione dei debiti che gravavano sulle terre e il divieto di ridurre in schiavitù un cittadino per debiti. Solone divide poi i cittadini in quattro classi in base al reddito agricolo (pentacosiomedimni, cavalieri, zeugiti e teti), a cui corrispondono diritti politici diversi: è un ordinamento timocratico, che sostituisce il criterio della nascita con quello della ricchezza. Crea inoltre un tribunale popolare, l’Eliea. Nei suoi versi Solone rivendica di essersi posto come uno scudo tra le due parti, senza dare vittoria piena né ai ricchi né ai poveri.

Come studiarlo

Solone è un caso unico di poeta-legislatore: i suoi versi sono la fonte diretta della sua azione politica. Si collega a Tirteo per l’elegia civile, ad Alceo per la poesia politica, a Erodoto per il racconto del suo incontro con Creso sulla felicità umana, e all’educazione civica per il tema della legge come garanzia di equilibrio sociale.

Fonte di consultazione: Solone.

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