Plotino: biografia e opere principali

Plotino è stato un filosofo greco antico. È considerato uno dei più importanti filosofi dell’antichità, erede di Platone e padre del neoplatonismo, a volte identificato i.

Antonio Garofano Antonio Garofano 5 min di lettura

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Plotino (205-270) è stato un filosofo greco, fondatore del neoplatonismo, l’ultima grande scuola filosofica dell’antichità. Il suo pensiero ci è giunto nelle Enneadi, sei gruppi di nove trattati raccolti e ordinati dal discepolo Porfirio, che scrisse anche una Vita di Plotino. Al centro della sua filosofia c’è l’Uno, principio supremo da cui deriva tutta la realtà e a cui l’anima può ritornare.

Biografia

La formazione ad Alessandria

Quasi tutto ciò che sappiamo della sua vita proviene dalla biografia di Porfirio. Plotino nacque probabilmente a Licopoli, in Egitto, nel 205. Secondo Porfirio non amava parlare delle proprie origini, né della famiglia o della data di nascita. A ventotto anni cominciò a studiare filosofia ad Alessandria e, deluso dai primi maestri, trovò in Ammonio Sacca la guida che cercava; rimase con lui per circa undici anni.

La spedizione in Oriente e Roma

Desideroso di conoscere la sapienza dei Persiani e degli Indiani, nel 242-243 si unì alla spedizione dell’imperatore Gordiano III contro la Persia. Dopo l’uccisione dell’imperatore riuscì a salvarsi e si rifugiò ad Antiochia. Nel 244 si trasferì a Roma, dove aprì una scuola frequentata da senatori, medici, donne dell’aristocrazia e intellettuali. Godette della stima dell’imperatore Gallieno e dell’imperatrice Salonina, e progettò di fondare in Campania una città di filosofi chiamata Platonopoli, che però non fu mai realizzata.

Gli ultimi anni

Iniziò a scrivere solo intorno ai cinquant’anni. Negli ultimi anni fu colpito da una grave malattia e si ritirò in una villa in Campania, dove morì nel 270. Porfirio riferisce che conduceva una vita molto sobria, mangiava poco e sembrava «vergognarsi di essere in un corpo».

Contesto

Il III secolo è un’epoca di crisi per l’impero romano: guerre, instabilità politica, epidemie. In questo clima cresce l’interesse per la dimensione spirituale e per le religioni di salvezza, compreso il cristianesimo. Plotino rilegge Platone, integrandolo con elementi di Aristotele e dello stoicismo, e costruisce un sistema che offre all’anima una via di ritorno al divino attraverso la filosofia. Nello stesso ambiente alessandrino si era formato anche il cristiano Origene.

Le Enneadi

Plotino scrisse cinquantaquattro trattati, nati dalle discussioni della scuola. Dopo la sua morte Porfirio li ordinò per argomento in sei gruppi di nove (in greco ennea significa «nove»): la prima enneade tratta di etica, la seconda e la terza del mondo sensibile e della provvidenza, la quarta dell’anima, la quinta dell’Intelletto, la sesta dell’Uno e dei generi dell’essere. Tra i trattati più noti ci sono quelli Sul bello, Sulla felicità, Sulla provvidenza e Contro gli gnostici. Lo stile è denso, a volte oscuro, perché Plotino scriveva di getto e non rileggeva i testi a causa della vista debole.

Il pensiero

L’Uno e le ipostasi

Il principio supremo è l’Uno, perfettamente semplice, al di là dell’essere e del pensiero, che non può essere descritto con parole umane. Dall’Uno deriva, come la luce da una sorgente, l’Intelletto (Nous), che contiene le idee; dall’Intelletto deriva l’Anima, che dà vita e ordine al mondo sensibile. Queste tre realtà sono chiamate ipostasi. La derivazione, detta emanazione o processione, non impoverisce l’Uno, che resta sempre uguale a sé.

La materia e il male

All’estremo opposto si trova la materia, pura mancanza di forma, che Plotino identifica con il male inteso come privazione di bene. Il mondo sensibile è comunque bello, perché riflette l’ordine del mondo intelligibile: per questo Plotino critica gli gnostici, che disprezzavano il mondo.

Il ritorno all’Uno

L’anima umana, scesa nel corpo, può ritornare al principio attraverso la purificazione, la virtù e la filosofia. Il vertice di questo cammino è l’estasi, l’unione con l’Uno. Porfirio racconta che Plotino la raggiunse quattro volte durante gli anni in cui visse con lui.

Temi principali

  • L’Uno: principio ineffabile di tutta la realtà.
  • L’emanazione: la realtà deriva dall’Uno per gradi, dall’Intelletto all’Anima al mondo.
  • La bellezza: riflesso sensibile dell’ordine intelligibile, che invita a salire verso il divino.
  • L’interiorità: il cammino verso Dio passa attraverso il ritorno in se stessi.

Fortuna

Il neoplatonismo continuò con Porfirio, Giamblico e Proclo fino alla chiusura della scuola di Atene nel 529. Il pensiero di Plotino influenzò profondamente sant’Agostino, la mistica cristiana e bizantina, la filosofia araba e, nel Quattrocento, Marsilio Ficino, che tradusse le Enneadi in latino.

Plotino e Porfirio

Porfirio di Tiro, arrivato a Roma nel 263, fu il discepolo più importante di Plotino. Oltre a curare l’edizione delle Enneadi e a scriverne la biografia, compose opere proprie, tra cui l’Isagoge, un’introduzione alle categorie di Aristotele che divenne un testo essenziale per la logica medievale, e un trattato contro i cristiani, andato perduto. Grazie a lui il pensiero di Plotino fu conservato e diffuso.

Domande frequenti

Che cosa sono le Enneadi?

La raccolta dei cinquantaquattro trattati di Plotino, ordinati da Porfirio in sei gruppi di nove.

Che cos’è l’Uno per Plotino?

Il principio primo, perfettamente semplice e ineffabile, da cui derivano l’Intelletto, l’Anima e il mondo.

Chi fu il maestro di Plotino?

Ammonio Sacca, filosofo di Alessandria, di cui fu allievo per circa undici anni.

Per lo studio

  • Memorizza lo schema Uno, Intelletto, Anima, materia.
  • Ricorda il ruolo di Porfirio come editore e biografo.
  • Collega il neoplatonismo a Platone e alla filosofia di Agostino.

Fonte di consultazione: Plotino.

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