Francesco d’Assisi: biografia e opere principali

Francesco d’Assisi: biografia essenziale e opere principali per orientarsi nello studio della letteratura italiana.

Antonio Garofano Antonio Garofano 5 min di lettura

ORIENTAMENTO PER LO STUDIO

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Francesco d’Assisi (1181/1182-1226) è il santo fondatore dell’ordine dei Frati Minori e l’autore del Cantico delle creature (o Cantico di frate Sole), considerato uno dei primi testi poetici della letteratura italiana in volgare. Scrisse anche, in latino, le Ammonizioni, le Lettere, le Regole per i frati e il Testamento.

Biografia

La giovinezza ad Assisi

Francesco nasce ad Assisi in una famiglia di mercanti: il padre, Pietro di Bernardone, commercia in stoffe ed è ricco; la madre si chiama madonna Pica. Da ragazzo vive la vita brillante dei giovani della sua città e sogna la gloria delle armi. Combatte nella guerra fra Assisi e Perugia, viene fatto prigioniero e resta in carcere circa un anno. Poi una malattia, un nuovo tentativo di partire per la guerra, e un ripensamento che cambia tutto.

La conversione

La crisi matura nei primi anni del Duecento, e porta Francesco a scegliere la povertà del Vangelo. Le fonti raccontano l’incontro con un lebbroso, che Francesco abbraccia superando la ripugnanza, e la voce del Crocifisso nella chiesetta di San Damiano che gli chiede di «riparare la sua casa». Poi il gesto più clamoroso: davanti al vescovo di Assisi rinuncia pubblicamente all’eredità del padre e si spoglia perfino delle vesti. Intorno a lui si raccolgono i primi compagni, che vivono in povertà, lavorando e predicando.

L’ordine e gli ultimi anni

La fraternità francescana ottenne un primo riconoscimento orale da papa Innocenzo III (1209/1210) e la Regola definitiva, detta «bollata», fu approvata da Onorio III nel 1223. Con Chiara d’Assisi nacque il ramo femminile, le Clarisse. Francesco viaggiò e predicò in Italia e nel 1219 raggiunse l’Egitto durante la quinta crociata, dove incontrò il sultano al-Malik al-Kamil. Nel 1223 allestì a Greccio il primo presepe vivente; nel 1224, sul monte della Verna, ricevette secondo la tradizione le stimmate. Malato e quasi cieco, morì alla Porziuncola, presso Assisi, il 3 ottobre 1226. Fu proclamato santo nel 1228.

Attività e contesto

Siamo nell’Italia dei comuni, delle corti e delle grandi istituzioni religiose, mentre il volgare comincia a farsi strada come lingua letteraria accanto al latino. È anche l’epoca della crescita delle città e dell’economia mercantile, e di movimenti religiosi pauperistici che chiedevano una Chiesa più vicina al Vangelo, alcuni dei quali furono condannati come eretici. La differenza di Francesco sta qui: propone la povertà radicale senza mai rompere con la Chiesa di Roma.

La sua figura appartiene alla storia religiosa medievale, ma i suoi testi in volgare sono anche una testimonianza decisiva delle origini della tradizione letteraria italiana. Dopo la sua morte nacquero le biografie di Tommaso da Celano e di Bonaventura da Bagnoregio e, nel Trecento, i Fioretti di san Francesco.

Opere principali

Cantico delle creature

«Altissimu, onnipotente, bon Signore»: comincia così il testo che apre la nostra storia letteraria. Composto secondo la tradizione intorno al 1225, quando Francesco è ormai malato, è una lode a Dio per mezzo delle creature: frate Sole, sora Luna e le stelle, frate Vento, sora Acqua, frate Foco, sora nostra madre Terra. Seguono le strofe sul perdono e su «sora nostra Morte corporale», aggiunte secondo le fonti in momenti successivi. Il testo è in volgare umbro, con influssi latini, in versetti di lunghezza variabile legati da assonanze, sul modello della prosa ritmica dei salmi. Parafrasi del Cantico delle creature e analisi, temi e significato.

Scritti latini

  • Ammonizioni: brevi insegnamenti ai frati su umiltà, obbedienza, povertà di spirito.
  • Lettere: rivolte ai fedeli, ai frati, ai reggitori dei popoli.
  • Regola bollata (1223): la norma di vita dell’ordine, fondata sull’osservanza del Vangelo in povertà.
  • Testamento: ricordo della conversione e raccomandazioni ai frati.

Temi

  • Povertà: seguire Cristo povero, senza possedere nulla.
  • Fraternità universale: tutte le creature sono fratelli e sorelle perché hanno lo stesso Creatore.
  • Lode e letizia: la natura non è peccato ma segno della bontà di Dio.
  • Pace e perdono: la strofa del perdono è legata, secondo la tradizione, a una lite tra il vescovo e il podestà di Assisi.
  • Accettazione della morte: chiamata «sora», sorella, e non nemica.

Francesco nella letteratura e nell’arte

Pochi personaggi hanno avuto una fortuna così ampia. Dante gli dedica il canto XI del Paradiso: è san Tommaso, un domenicano, a raccontarne la vita come un matrimonio mistico con la Povertà, e la scelta non è casuale. Giotto ne dipinge le storie nella Basilica superiore di Assisi. Le biografie di Tommaso da Celano e di Bonaventura, raccolte con altri testi nelle cosiddette Fonti francescane, fissano la sua immagine per tutto il Medioevo. Nel Trecento i Fioretti, volgarizzamento di una raccolta latina, diffondono episodi celebri come la predica agli uccelli e il lupo di Gubbio: da lì nasce l’immagine popolare del santo amico della natura.

Attenzione a non ridurre Francesco a quell’immagine: il santo dei Fioretti è anche l’uomo della penitenza, della malattia, della fedeltà durissima alla povertà.

Domande frequenti

In che lingua è scritto il Cantico delle creature?

In volgare umbro del Duecento, con alcuni latinismi: è per questo uno dei documenti più antichi della poesia italiana.

Che cosa significa «per» nel Cantico?

Il valore della preposizione è discusso: può indicare «per mezzo di» (Dio è lodato attraverso le creature), «a causa di» (per averle create) oppure «da parte di».

Per lo studio

  • Ricorda le date: conversione nei primi anni del Duecento, Regola 1223, stimmate 1224, morte 1226.
  • Sappi ricostruire la struttura del Cantico: lode, creature, perdono, morte.
  • Collega Francesco alla poesia religiosa successiva: vedi Jacopone da Todi.
  • Per il contesto vedi le origini della letteratura italiana.
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