Nel suo tempo
Dacia Maraini nasce a Fiesole nel 1936, figlia dell’etnologo Fosco Maraini e della pittrice Topazia Alliata. Da bambina vive in Giappone con la famiglia e, dopo il 1943, poiché i genitori rifiutano di aderire alla Repubblica di Salò, passa due anni in un campo di internamento giapponese. Torna in Italia, cresce tra Bagheria e Roma e lì entra nell’ambiente letterario: per molti anni è la compagna di Alberto Moravia. È stata ed è una figura centrale del femminismo italiano.
Opere principali
- L’età del malessere (1963), premio Formentor.
- Donna in guerra (1975).
- Isolina (1985), ricostruzione di un fatto di cronaca del 1900.
- La lunga vita di Marianna Ucrìa (1990), premio Campiello, la storia di una nobildonna siciliana sordomuta nel Settecento.
- Bagheria (1993), memoria della sua infanzia siciliana.
- Buio (1999), racconti, premio Strega.
- Molti testi teatrali; negli anni Settanta fonda il teatro della Maddalena a Roma, gestito da donne.
Poetica e temi
Il tema costante è la condizione femminile: il corpo, la violenza, il silenzio imposto alle donne, la fatica di conquistare una voce propria. Marianna Ucrìa, che non può parlare e impara a leggere e a pensare da sola, è quasi un simbolo di tutta la sua opera. La scrittura è limpida e diretta, attenta ai dettagli concreti.
Perché è importante
Maraini è una delle scrittrici italiane più tradotte e ha portato nella narrativa e nel teatro le domande del femminismo. La lunga vita di Marianna Ucrìa si presta bene a un percorso su donne, cultura e libertà, da collegare per esempio alla Storia di Elsa Morante o ai romanzi di Sibilla Aleramo.
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