Cesare e i druidi: versione di latino con traduzione

Antonio Garofano Antonio Garofano 1 min di lettura

Fonte: Cesare, De bello Gallico VI, 14. Classe: terza. Tutte le versioni di latino per la terza.

Testo originale

Druides a bello abesse consuerunt neque tributa una cum reliquis pendunt; militiae vacationem omniumque rerum habent immunitatem. Tantis excitati praemiis et sua sponte multi in disciplinam conveniunt et a parentibus propinquisque mittuntur. Magnum ibi numerum versuum ediscere dicuntur. Itaque annos nonnulli vicenos in disciplina permanent.

Traduzione

I druidi di solito non partecipano alla guerra e non pagano i tributi insieme agli altri; hanno l'esenzione dal servizio militare e da ogni altro obbligo. Attratti da vantaggi così grandi, molti vanno a scuola da loro di propria iniziativa, e molti vi sono mandati dai genitori e dai parenti. Si dice che lì imparino a memoria un gran numero di versi. Per questo alcuni restano a scuola anche vent'anni.

Note di grammatica

  • consuerunt: perfetto sincopato di consuesco con valore di presente, «sono soliti».
  • tributa … pendunt: pendo, «pagare», da cui il nostro «pensione».
  • Tantis excitati praemiis: participio congiunto con valore causale.
  • ediscere dicuntur: costruzione personale di dicor.
  • annos vicenos: accusativo di durata con il distributivo.

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