Il secondo corso di tedesco ha un obiettivo diverso dal primo. Lì si costruiva lo scheletro della lingua; qui si impara a usarla per parlare di cose complesse: un quadro, un romanzo, una tesi storica. Non basta più dire che cosa c’è. Devi saper dire che cosa sarebbe successo se, che cosa pensa un autore, perché una cosa ne causa un’altra. Sono operazioni di pensiero, prima che di grammatica.
Il corso si tiene di solito nelle lauree magistrali umanistiche, con 6 crediti, e mira a un livello intermedio, indicativamente intorno al B1-B2 del Quadro comune europeo. La prova comprende in genere uno scritto (comprensione, produzione di un breve testo) e un colloquio in tedesco su temi di cultura e di studio.
| Esame | Deutsch II als Sprache der Kunst- und Geisteswissenschaften |
|---|---|
| Corsi di laurea | Filologia moderna (LM-14) e lauree magistrali umanistiche |
| Crediti | di solito 6 CFU |
| SSD | GERM-01/C (ex L-LIN/14) |
| Prova | scritto e colloquio in tedesco, livello intermedio |
Programmi, docenti e appelli variano da ateneo ad ateneo: fa fede il sito della tua università.
Come usare questi appunti
Ho diviso gli appunti in due parti. Nella prima trovi le strutture grammaticali del livello intermedio che servono di più per parlare di argomenti culturali, ciascuna con esempi presi dal mondo dell’arte e della letteratura. Nella seconda trovi gli strumenti per il colloquio: come presentare un argomento, come descrivere un’opera, e un quadro essenziale della letteratura tedesca che ti dà materiale per parlare.
Un’indicazione di metodo: per ogni struttura, scrivi tre frasi tue su un argomento che conosci (il tuo autore preferito, la tua tesi). Le frasi del libro si dimenticano, le tue no.
Il Konjunktiv II: ipotesi, desideri, cortesia
La forma
Il congiuntivo II (Konjunktiv II) è il modo dell’irrealtà e della cortesia. Si forma in due modi. Per i verbi più frequenti si usa la forma propria, ricavata dal preterito con Umlaut quando possibile: sein > wäre, haben > hätte, werden > würde, können > könnte, müssen > müsste, dürfen > dürfte, kommen > käme, wissen > wüsste, geben > gäbe. Per tutti gli altri verbi, soprattutto nel parlato, si usa würde + infinito: Ich würde gern nach Wien fahren.
Il passato del Konjunktiv II si forma con hätte o wäre + participio: Ich hätte das Buch gelesen, “avrei letto il libro”; Er wäre gekommen, “sarebbe venuto”. Con i modali si ha il doppio infinito: Ich hätte kommen können, “sarei potuto venire”.
Il periodo ipotetico
Il periodo ipotetico dell’irrealtà usa il Konjunktiv II in entrambe le parti. Presente: Wenn ich mehr Zeit hätte, würde ich Goethe im Original lesen, “se avessi più tempo leggerei Goethe in originale”. Passato: Wenn Kafka seine Manuskripte verbrannt hätte, wäre uns ein großer Teil seines Werkes verloren gegangen, “se Kafka avesse bruciato i suoi manoscritti, avremmo perso gran parte della sua opera”.
L’esempio di Kafka non è casuale: Kafka chiese all’amico Max Brod di distruggere i suoi scritti dopo la sua morte, e Brod non lo fece. Il Processo, il Castello e l’America furono pubblicati postumi grazie a lui. È il tipo di dato che ti permette di usare la grammatica per dire qualcosa di vero.
Esiste anche una forma senza wenn, con il verbo in prima posizione: Hätte ich mehr Zeit, würde ich …. È frequente nella lingua scritta.
Desideri e cortesia
Il Konjunktiv II esprime desideri irrealizzabili: Wenn ich doch Deutsch fließend sprechen könnte!, “magari parlassi tedesco fluentemente!”. E serve per la cortesia, indispensabile quando scrivi a un docente o fai una richiesta: Könnten Sie mir bitte sagen, …? (“potrebbe dirmi…?”); Ich hätte eine Frage (“avrei una domanda”); Wäre es möglich, den Termin zu verschieben? (“sarebbe possibile spostare l’appuntamento?”).
Cosa ti chiedono all’orale (Konjunktiv II)
Come si forma il periodo ipotetico dell’irrealtà al passato? Si usa il Konjunktiv II passato in entrambe le frasi, con hätte o wäre e il participio. Esempio: Wenn Brod Kafkas Wunsch erfüllt hätte, hätten wir den “Process” nie gelesen, “se Brod avesse esaudito il desiderio di Kafka, non avremmo mai letto il Processo”. La congiunzione wenn può essere omessa portando il verbo in prima posizione. Con i modali si usa il doppio infinito.
Quando si usa würde + infinito? Si usa per formare il Konjunktiv II della maggior parte dei verbi, soprattutto quelli deboli, la cui forma propria coincide con il preterito indicativo (ich machte). Per sein, haben, i modali e alcuni verbi forti frequenti si preferisce la forma propria (wäre, hätte, könnte, käme). Nel parlato würde si estende anche ad altri verbi. In italiano corrisponde al condizionale.
Le frasi relative
I pronomi relativi
I pronomi relativi tedeschi coincidono quasi del tutto con l’articolo determinativo, tranne nel dativo plurale e nel genitivo. Maschile: der, den, dem, dessen. Femminile: die, die, der, deren. Neutro: das, das, dem, dessen. Plurale: die, die, denen, deren.
La regola d’oro: il genere e il numero del pronome dipendono dal sostantivo a cui si riferisce, mentre il caso dipende dalla funzione del pronome nella relativa. Der Maler, den ich bewundere, …: Maler è maschile singolare, ma il pronome è accusativo perché è l’oggetto di bewundere. Die Künstlerin, der das Museum eine Ausstellung widmet, …: dativo, perché il museo dedica la mostra “a lei”.
Relative con preposizione e con genitivo
Con le preposizioni, la preposizione precede il pronome: das Buch, über das wir sprechen (“il libro di cui parliamo”); die Stadt, in der Thomas Mann geboren wurde (“la città in cui nacque Thomas Mann”, cioè Lubecca). Il genitivo dessen / deren corrisponde all’italiano “il cui, la cui”: der Dichter, dessen Gedichte ich übersetze (“il poeta le cui poesie traduco”).
Wo, was, wer
Per i luoghi si può usare wo: die Stadt, wo ich studiere. Dopo alles, etwas, nichts, das e dopo un superlativo neutro si usa was: Das ist alles, was ich weiß; das Beste, was er geschrieben hat. Le relative senza antecedente si introducono con wer (chi) e was (ciò che): Wer Goethe liest, …, il celebre inizio di molti proverbi.
Cosa ti chiedono all’orale (relative)
Come si sceglie il pronome relativo? Genere e numero si prendono dal sostantivo di riferimento, il caso dalla funzione che il pronome svolge nella relativa. In Der Roman, den ich lese, ist spannend, den è maschile come Roman e accusativo perché è l’oggetto di lese. Le forme coincidono con l’articolo, tranne denen al dativo plurale e dessen/deren al genitivo. Nella relativa il verbo va in fondo.
Quando si usa “was” come pronome relativo? Dopo pronomi indefiniti neutri come alles, etwas, nichts, vieles, dopo das e dopo superlativi sostantivati neutri: alles, was er sagt; das Schönste, was ich gesehen habe. Si usa anche quando la relativa si riferisce a un’intera frase: Er kam zu spät, was mich ärgerte. In tutti questi casi non c’è un sostantivo con un genere preciso a cui riferirsi.
Infinitive, temporali e connettivi a due parti
Le infinitive
Le infinitive con zu sono molto frequenti: Ich versuche, den Text zu verstehen. Con i verbi separabili zu va in mezzo: anzufangen, vorzustellen. Tre costruzioni infinitive vanno conosciute in particolare: um … zu (finale: Ich lerne Deutsch, um Rilke im Original zu lesen); ohne … zu (Er verließ den Saal, ohne ein Wort zu sagen, “senza dire una parola”); (an)statt … zu (Statt zu lernen, sah er fern, “invece di studiare…”). L’infinitiva finale si usa solo se il soggetto è lo stesso; altrimenti si usa damit con il verbo coniugato.
Le temporali
La distinzione più importante, perché in italiano non esiste, è fra als e wenn per “quando” al passato. Als si usa per un evento unico nel passato: Als Goethe nach Italien reiste, war er 37 Jahre alt (Goethe partì per l’Italia nel 1786, ed era nato nel 1749). Wenn si usa per eventi ripetuti nel passato e per il presente e il futuro: Immer wenn ich in Berlin bin, gehe ich ins Museum.
Altre congiunzioni temporali: nachdem (dopo che, con il rapporto di anteriorità: Nachdem er das Studium beendet hatte, ging er nach Paris), bevor (prima che), während (mentre), seitdem (da quando), bis (finché), sobald (non appena). Con nachdem si usa il Plusquamperfekt se la principale è al passato.
I connettivi a due parti
Il livello intermedio richiede i connettivi correlativi: sowohl … als auch (sia… sia: sowohl Maler als auch Dichter); weder … noch (né… né); entweder … oder (o… o); nicht nur … sondern auch (non solo… ma anche); je … desto (quanto più… tanto più: Je länger ich Kafka lese, desto rätselhafter wird er). Con je … desto la prima parte ha il verbo in fondo, la seconda ha il verbo dopo desto e l’aggettivo comparativo.
Cosa ti chiedono all’orale (infinitive e temporali)
Che differenza c’è fra als e wenn? Entrambi si traducono “quando”, ma als si usa per un evento singolo nel passato (Als ich Kind war, …), mentre wenn si usa per eventi ripetuti nel passato, per il presente e per il futuro, e anche con valore condizionale (“se”). L’errore tipico degli italiani è usare wenn per un evento passato unico. In entrambi i casi il verbo va in fondo alla subordinata.
Quando si usa um … zu e quando damit? Um … zu con l’infinito si usa quando il soggetto della finale coincide con quello della principale: Ich lese, um zu lernen. Se i soggetti sono diversi si usa damit con il verbo coniugato: Ich erkläre es, damit du es verstehst. Entrambe le strutture esprimono il fine. In italiano si traducono rispettivamente con “per” + infinito e “perché/affinché” + congiuntivo.
Verbi con preposizione
Il problema
Molti verbi tedeschi si costruiscono con una preposizione fissa, e spesso questa preposizione non corrisponde a quella italiana. È una delle fonti principali di errori al livello intermedio. Vanno imparati come unità: verbo + preposizione + caso.
Alcuni essenziali per chi studia materie umanistiche: sich beschäftigen mit + dativo (occuparsi di); sich interessieren für + accusativo (interessarsi a); sich befassen mit + dativo (occuparsi di, trattare); sich beziehen auf + accusativo (riferirsi a); bestehen aus + dativo (consistere di); handeln von + dativo (trattare di, parlando di un libro: Der Roman handelt von einer Familie); sich erinnern an + accusativo (ricordarsi di); denken an + accusativo (pensare a); warten auf + accusativo (aspettare); abhängen von + dativo (dipendere da); gehören zu + dativo (far parte di).
Da- e wo- + preposizione
Quando il complemento è una cosa e lo si vuole riprendere con un pronome, si usa da- + preposizione: Ich interessiere mich für Kunst. — Ich interessiere mich auch dafür. Se la preposizione comincia per vocale si inserisce una r: darauf, daran, darüber. Per le domande si usa wo-: Wofür interessierst du dich? (“a che cosa ti interessi?”); Woran denkst du?. Con le persone, invece, si usa la preposizione con il pronome personale o interrogativo: An wen denkst du? — An ihn.
Il pronome con da- può anche anticipare un’intera frase: Ich freue mich darauf, dich zu sehen, “non vedo l’ora di vederti”. Es kommt darauf an, ob … significa “dipende da se…”.
Cosa ti chiedono all’orale (verbi con preposizione)
Che cosa sono i pronomi avverbiali con da- e wo-? Sono forme composte da da- o wo- più una preposizione, usate per riprendere o domandare un complemento preposizionale che si riferisce a una cosa o a un concetto. Ich denke an die Prüfung — Ich denke daran. Woran denkst du? Se la preposizione inizia per vocale si inserisce -r- (darauf, worüber). Con le persone si usa invece preposizione + pronome.
Traduci “Der Roman handelt von einer Familie in Lübeck”. “Il romanzo parla di una famiglia di Lubecca”, oppure “tratta di”. Il verbo handeln von + dativo si usa per indicare l’argomento di un testo. La frase descrive bene i Buddenbrooks di Thomas Mann (1901), che racconta il declino di una famiglia di mercanti di Lubecca. È una costruzione indispensabile per presentare un libro.
Esporre un argomento in tedesco
Strutturare un intervento
Al colloquio, o in un seminario, ti verrà chiesto di presentare un argomento (ein Referat halten). Le formule per strutturare un intervento sono poche e si imparano in un giorno. Per aprire: In meinem Referat geht es um … (nel mio intervento si tratta di…); Ich möchte heute über … sprechen; Zuerst …, dann …, zum Schluss …. Per passare a un nuovo punto: Ich komme jetzt zu …; Ein weiterer wichtiger Aspekt ist …. Per esprimere un’opinione: Meiner Meinung nach … (con il verbo subito dopo: Meiner Meinung nach ist das Werk …); Ich bin der Ansicht, dass …; Ich finde, …. Per chiudere: Zusammenfassend lässt sich sagen, dass …; Vielen Dank für Ihre Aufmerksamkeit.
Argomentare e confrontare
Per confrontare: Im Vergleich zu …; Im Gegensatz zu …; Einerseits …, andererseits … (da un lato… dall’altro). Per esprimere dubbio: Es ist fraglich, ob …; Ich bin mir nicht sicher, ob …. Per riferire l’opinione di uno studioso: Laut X …, Nach X …, X zufolge … (con il dativo: dem Autor zufolge), X vertritt die These, dass ….
Scrivere a un docente
Un’abilità pratica spesso verificata è la mail formale. Si apre con Sehr geehrte Frau Professorin X o Sehr geehrter Herr Professor X (oppure Sehr geehrte Damen und Herren se non si conosce il destinatario). Si chiude con Mit freundlichen Grüßen seguito dal nome. Il pronome è Sie, con la maiuscola, e la richiesta va espressa con il Konjunktiv II di cortesia.
Cosa ti chiedono all’orale (esporre)
Come apri una presentazione in tedesco? Con una formula che indichi l’argomento e la struttura: In meinem Referat geht es um die deutsche Romantik. Zuerst spreche ich über den historischen Hintergrund, dann über die wichtigsten Autoren, und zum Schluss stelle ich ein Gedicht von Eichendorff vor. La struttura es geht um + accusativo è la più naturale per indicare il tema. Annunciare la struttura aiuta chi ascolta e dà ordine al tuo discorso.
Come si riporta l’opinione di uno studioso? Con formule come laut + dativo o genitivo, nach + dativo, zufolge posposto con il dativo, o con il verbo vertreten: Der Autor vertritt die These, dass …. Nella lingua scritta formale si usa anche il Konjunktiv I del discorso indiretto: Er meint, das Werk sei unvollendet. Distinguere la propria opinione da quella altrui è essenziale in un contesto accademico.
Descrivere un’opera d’arte
Il lessico di base
Per un corso orientato alle arti, la descrizione di un’opera (Bildbeschreibung) è un esercizio quasi obbligato. Si parte dai dati: Das Gemälde heißt … und stammt von …; Es wurde im Jahr … gemalt; Es befindet sich heute im …. Poi la composizione: im Vordergrund, im Mittelgrund, im Hintergrund; in der Mitte, am linken Bildrand. Infine i colori, la luce e l’effetto: Die Farben sind dunkel / leuchtend; Das Licht fällt von links ein; Das Bild wirkt ruhig / bedrohlich. Il verbo wirken (“fare un effetto, apparire”) è indispensabile.
Un esempio: Caspar David Friedrich
Prova con un quadro che i corsi di tedesco amano: il Viandante sul mare di nebbia (Der Wanderer über dem Nebelmeer) di Caspar David Friedrich, dipinto intorno al 1818 e conservato alla Kunsthalle di Amburgo. Una descrizione possibile: Im Vordergrund steht ein Mann auf einem Felsen. Wir sehen ihn von hinten; man nennt diese Figur auch “Rückenfigur”. Vor ihm liegt ein Meer aus Nebel, aus dem Berggipfel herausragen. Das Bild wirkt still und erhaben. Nota il termine Rückenfigur, figura vista di spalle, tipica di Friedrich: lo spettatore guarda il paesaggio con gli occhi del personaggio. Il collegamento con l’estetica del sublime è immediato.
Cosa ti chiedono all’orale (descrizione)
Che cos’è una Rückenfigur? È una figura rappresentata di spalle, che guarda dentro il quadro nella stessa direzione dello spettatore. È tipica di Caspar David Friedrich, per esempio nel Wanderer über dem Nebelmeer (circa 1818). Lo spettatore si identifica con la figura e partecipa alla sua contemplazione del paesaggio. È un elemento centrale della pittura romantica tedesca.
Come si usa il verbo wirken nella descrizione? Wirken significa “fare un certo effetto, apparire” ed è il verbo con cui si esprime l’impressione suscitata da un’opera: Das Bild wirkt melancholisch, “il quadro appare malinconico”. Si costruisce con un aggettivo non declinato. Il sostantivo corrispondente è die Wirkung, l’effetto. È più preciso di ist perché distingue la qualità oggettiva dall’impressione.
Un quadro della letteratura tedesca
Dall’Illuminismo al classicismo di Weimar
Per parlare di cultura tedesca all’orale ti serve una mappa essenziale, con date sicure. Nel Settecento l’Illuminismo tedesco ha in Gotthold Ephraim Lessing il suo autore principale: il dramma Nathan der Weise (1779), con la parabola dei tre anelli sulla tolleranza religiosa, è il testo da ricordare. Negli anni Settanta del secolo esplode lo Sturm und Drang, con il giovane Goethe dei Dolori del giovane Werther (Die Leiden des jungen Werthers, 1774) e il giovane Schiller dei Masnadieri (Die Räuber, 1781).
Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832) è il centro di tutto. Dopo il viaggio in Italia del 1786-1788, inaugura con Schiller a Weimar la stagione della Weimarer Klassik. La sua opera maggiore è il Faust: la prima parte esce nel 1808, la seconda viene pubblicata nel 1832, dopo la sua morte. Il Wilhelm Meisters Lehrjahre (1795-1796) è il modello del romanzo di formazione. Friedrich Schiller (1759-1805) scrive drammi storici come Wallenstein, Maria Stuart, Wilhelm Tell.
Romanticismo e Ottocento
Il Romanticismo tedesco comincia alla fine del Settecento a Jena, con i fratelli Schlegel e Novalis (Inni alla notte, 1800). I fratelli Grimm pubblicano le Fiabe del focolare (Kinder- und Hausmärchen) a partire dal 1812. Joseph von Eichendorff e E. T. A. Hoffmann sono altri nomi centrali. Heinrich Heine, con il Libro dei canti (Buch der Lieder, 1827), porta il Romanticismo all’ironia e al suo superamento.
Nella seconda metà dell’Ottocento si afferma il realismo, detto anche “realismo poetico”, con autori come Theodor Fontane, il cui Effi Briest (1895) è uno dei grandi romanzi europei sull’adulterio, accanto a Madame Bovary e ad Anna Karenina.
Il Novecento
All’inizio del Novecento Thomas Mann pubblica i Buddenbrooks (1901) e poi La montagna incantata (Der Zauberberg, 1924); riceve il Nobel nel 1929. A Praga Franz Kafka scrive in tedesco La metamorfosi (Die Verwandlung, 1915) e i romanzi pubblicati postumi da Brod. Rainer Maria Rilke scrive le Elegie duinesi, completate nel 1922. Bertolt Brecht inventa il teatro epico, con lo “straniamento” (Verfremdungseffekt); L’opera da tre soldi (Die Dreigroschenoper) è del 1928.
Dopo il 1945, il Gruppo 47 riunisce scrittori come Heinrich Böll (Nobel 1972) e Günter Grass, il cui Tamburo di latta (Die Blechtrommel) esce nel 1959 (Nobel 1999). Paul Celan, poeta di lingua tedesca nato in Bucovina, scrive la Todesfuge, uno dei testi più importanti sulla Shoah.
Cosa ti chiedono all’orale (letteratura)
Che cos’è la Weimarer Klassik? È la stagione del classicismo tedesco legata alla collaborazione fra Goethe e Schiller a Weimar, convenzionalmente dal viaggio in Italia di Goethe (1786-1788) alla morte di Schiller nel 1805. Si ispira all’ideale di armonia e umanità dell’antichità greca. Le opere centrali sono il Wilhelm Meister, i drammi storici di Schiller e, in una prospettiva più ampia, il Faust. In tedesco puoi dire: Die Weimarer Klassik ist mit den Namen Goethe und Schiller verbunden.
Che cos’è il Verfremdungseffekt di Brecht? È l’effetto di straniamento, la tecnica teatrale con cui Brecht interrompe l’identificazione dello spettatore con i personaggi: canzoni, cartelli, attori che si rivolgono al pubblico. Lo scopo è far riflettere criticamente lo spettatore sulla realtà sociale rappresentata. È il fondamento del teatro epico, contrapposto al teatro drammatico aristotelico. L’opera da tre soldi (1928) ne è un esempio celebre.
Leggere una poesia tedesca
Perché la poesia
Al colloquio ti può capitare di dover leggere e commentare brevemente una poesia. È l’occasione migliore per mostrare insieme lingua e cultura, e le poesie tedesche più famose sono brevi. Te ne propongo tre, con le osservazioni linguistiche che ti servono.
Goethe, Wandrers Nachtlied
Il secondo dei due Canti notturni del viandante di Goethe è forse la poesia più celebre della lingua tedesca. Secondo la tradizione Goethe la scrisse a matita sulla parete di un capanno di caccia sul Kickelhahn, vicino a Ilmenau, nel 1780. Comincia così: “Über allen Gipfeln / Ist Ruh”. Sopra tutte le vette è quiete. Nota la forma Ruh per Ruhe, con la caduta della -e finale, frequente in poesia, e la preposizione über con il dativo, perché indica uno stato. La poesia si chiude con un annuncio sommesso: “Warte nur, balde / Ruhest du auch”. Aspetta, presto riposerai anche tu. Balde è una forma antica di bald, presto.
Heine, Die Lorelei
Nel Buch der Lieder (1827) di Heine c’è la poesia sulla Lorelei, la fanciulla che sulla rupe del Reno pettina i suoi capelli d’oro e canta, facendo naufragare i barcaioli. L’inizio è proverbiale: “Ich weiß nicht, was soll es bedeuten, / Daß ich so traurig bin”. Non so che cosa voglia dire che io sia così triste. Due osservazioni. La prima: nella subordinata was soll es bedeuten il verbo non va in fondo, come vorrebbe la grammatica (was es bedeuten soll): è una libertà del linguaggio poetico e popolare, e se te lo fanno notare all’orale devi saperlo spiegare. La seconda: Daß è l’ortografia antica, oggi si scrive dass. La poesia, musicata da Friedrich Silcher, divenne un canto popolare.
Rilke, Der Panther
Der Panther di Rilke, scritta nei primi anni del Novecento e raccolta nelle Neue Gedichte (1907), descrive una pantera nella gabbia del Jardin des Plantes di Parigi. Comincia: “Sein Blick ist vom Vorübergehn der Stäbe / so müd geworden, daß er nichts mehr hält”. Il suo sguardo, per il passare delle sbarre, si è fatto così stanco che non trattiene più nulla. Qui hai un esempio perfetto di stile nominale in poesia: das Vorübergehn è un infinito sostantivato (da vorübergehen, passare davanti), retto dalla preposizione vom. E nota il paradosso: non è lo sguardo che passa sulle sbarre, ma le sbarre che sembrano passare davanti allo sguardo. Rilke scrive in questa raccolta le sue “poesie-cosa” (Dinggedichte), in cui l’oggetto osservato diventa centro della poesia.
Cosa ti chiedono all’orale (poesia)
Commenta l’inizio della Lorelei di Heine. “Ich weiß nicht, was soll es bedeuten, / Daß ich so traurig bin” apre la poesia del Buch der Lieder (1827) con una malinconia senza causa apparente. Dal punto di vista grammaticale, nell’interrogativa indiretta il verbo modale non va in fondo, come richiederebbe la norma: è una libertà poetica che avvicina il testo al canto popolare. La poesia rielabora la leggenda della fanciulla sulla rupe del Reno. Heine unisce tono popolare e ironia romantica.
Che cos’è un Dinggedicht? È una “poesia-cosa”, in cui il poeta si concentra su un oggetto, un animale o un’opera d’arte, descrivendolo con precisione fino a farne emergere il significato. Il termine è legato soprattutto alle Neue Gedichte di Rilke (1907), con poesie come Der Panther. Rilke fu influenzato dal lavoro di Rodin, di cui era stato segretario a Parigi. In tedesco puoi dire: Im Dinggedicht steht ein Gegenstand im Mittelpunkt.
La nominalizzazione e il passaggio allo scritto
Dal verbo al nome
Al livello B2 ti viene chiesto di passare da uno stile parlato a uno stile scritto, e la trasformazione principale è la nominalizzazione: trasformare una frase verbale in un gruppo nominale. È anche la chiave per capire i testi accademici. Qualche esempio di trasformazione: Weil das Museum renoviert wird, … diventa Wegen der Renovierung des Museums …. Nachdem der Künstler gestorben war, … diventa Nach dem Tod des Künstlers …. Während wir die Ausstellung besuchten, … diventa Während des Besuchs der Ausstellung …. Obwohl es regnete, … diventa Trotz des Regens ….
Il meccanismo è sempre lo stesso: la congiunzione diventa una preposizione (weil > wegen, nachdem > nach, obwohl > trotz, bevor > vor, während > während), il verbo diventa un sostantivo, e il soggetto o l’oggetto del verbo passa al genitivo.
Quando non nominalizzare
La nominalizzazione rende il testo compatto, ma se esageri lo rende pesante. Nella mail a un docente, nel colloquio, nella presentazione orale, è meglio uno stile verbale. Nella tesina o nel riassunto scritto, una nominalizzazione misurata è segno di competenza. Saper passare dall’uno all’altro è esattamente ciò che si verifica a questo livello.
Cosa ti chiedono all’orale (nominalizzazione)
Trasforma “Weil das Wetter schlecht war, blieb das Museum geschlossen” in stile nominale. Wegen des schlechten Wetters blieb das Museum geschlossen. La congiunzione causale weil diventa la preposizione wegen con il genitivo, e la frase das Wetter war schlecht diventa il gruppo nominale des schlechten Wetters, con l’aggettivo declinato. Il significato non cambia, ma il registro diventa più scritto e formale.
Quali congiunzioni corrispondono a quali preposizioni nella nominalizzazione? Weil corrisponde a wegen, obwohl a trotz, nachdem a nach, bevor a vor, während resta während, wenn condizionale corrisponde a bei, um … zu a zu o für. Le preposizioni wegen, trotz e während reggono il genitivo, nach, vor e bei il dativo.
Il lessico del museo e della mostra
Parole per parlare di arte
Per un corso dedicato alle arti è utile avere un piccolo lessico tematico. Die Ausstellung è la mostra (eine Ausstellung besuchen, visitare una mostra; die Sonderausstellung, la mostra temporanea; die Dauerausstellung, l’esposizione permanente). Das Kunstwerk è l’opera d’arte, das Gemälde il dipinto, die Zeichnung il disegno, der Holzschnitt la xilografia (Dürer ne fu un maestro), die Radierung l’acquaforte. Der Kurator e die Kuratorin sono il curatore e la curatrice. Die Leihgabe è un’opera in prestito.
Per parlare di artisti e stili: der Künstler, die Künstlerin; das Selbstbildnis o Selbstporträt (autoritratto); das Stillleben (natura morta, con tre l dopo la riforma ortografica); die Landschaftsmalerei (pittura di paesaggio); der Expressionismus. La Brücke, fondata a Dresda nel 1905, e il Blaue Reiter, legato a Kandinsky e Franz Marc a Monaco, sono i due grandi gruppi dell’espressionismo tedesco: nomi che ti conviene conoscere se parli di arte moderna.
Cosa ti chiedono all’orale (lessico dell’arte)
Che differenza c’è fra Sonderausstellung e Dauerausstellung? La Sonderausstellung è una mostra temporanea dedicata a un tema o a un artista, aperta per un periodo limitato. La Dauerausstellung è l’esposizione permanente delle collezioni di un museo. Entrambe sono composti con Ausstellung, mostra, che è femminile e dà il genere al composto. Sono parole che trovi su ogni sito museale tedesco.
Quali sono i due gruppi principali dell’espressionismo tedesco? La Brücke, fondata a Dresda nel 1905 da artisti come Ernst Ludwig Kirchner, e il Blaue Reiter, nato a Monaco intorno a Wassily Kandinsky e Franz Marc, con un almanacco pubblicato nel 1912. La Brücke privilegiava colori violenti e forme spigolose, il Blaue Reiter una ricerca più spirituale, aperta all’astrazione. In tedesco: Die Brücke wurde 1905 in Dresden gegründet.
Raccontare una biografia: il Präteritum scritto
Perché il Präteritum
Quando presenti un artista o uno scrittore, racconti una vita, e nel tedesco scritto la narrazione biografica usa il Präteritum, non il Perfekt. È la differenza fra lo scritto e il parlato che il corso ti chiede di padroneggiare. Ripassa i paradigmi forti più frequenti nelle biografie: geboren werden > wurde geboren, gehen > ging, ziehen > zog (trasferirsi: er zog nach Berlin), schreiben > schrieb, sterben > starb, beginnen > begann, bleiben > blieb, finden > fand.
Un esempio: Albrecht Dürer
Ecco una breve biografia in tedesco, di quelle che puoi preparare per il colloquio: Albrecht Dürer wurde 1471 in Nürnberg geboren. Er lernte zuerst in der Werkstatt seines Vaters, der Goldschmied war. Später reiste er nach Italien, wo er die Kunst der Renaissance kennenlernte. 1500 malte er ein berühmtes Selbstbildnis, in dem er sich frontal darstellte. Er starb 1528 in Nürnberg.
Guarda le strutture: un passivo al preterito (wurde geboren), una relativa con il verbo in fondo (der Goldschmied war), una relativa di luogo con wo, un verbo separabile al preterito (lernte … kennen, che nella relativa si riunisce: kennenlernte), una relativa con preposizione (in dem). In cinque frasi hai mostrato metà del programma. Sul numero e sulla data esatta dei viaggi italiani di Dürer gli studiosi discutono: per questo nell’esempio scrivo semplicemente che andò in Italia.
Cosa ti chiedono all’orale (biografia)
Perché nelle biografie scritte si usa il Präteritum? Perché il Präteritum è il tempo della narrazione nella lingua scritta: romanzi, articoli, biografie. Il Perfekt domina invece nel parlato, soprattutto nel Sud della Germania e in Austria. Con sein, haben e i modali il Präteritum si usa anche nel parlato. Usare il tempo giusto nel registro giusto è un segno di competenza intermedia.
Fonti e approfondimenti
Grammatiche ed esercizi
- Duden, Die Grammatik (Duden Band 4), Dudenverlag.
- Hilke Dreyer, Richard Schmitt, Lehr- und Übungsbuch der deutschen Grammatik, Hueber.
Letteratura
- Johann Wolfgang von Goethe, Die Leiden des jungen Werthers (1774).
- Thomas Mann, Buddenbrooks (1901).
- Franz Kafka, Die Verwandlung (1915).